28 novembre 2013

Brescia (M5S) : “Non è solamente decaduto un senatore della repubblica.

Non è decaduto solo un senatore della Repubblica.
Sarebbe riduttivo.
Nonostante i tentativi di alcuni aderenti a Forza Italia e dello stesso B.di dimostrare che tutto è rimasto uguale, è innegabile che qualcosa sia cambiato e questa data è destinata ad essere una data storica, la data in cui è terminato il quasi ventennio berlusconiano.
Da oggi, i politici del partito unico potranno finalmente dimostrare al popolo italiano, se esiste una concreta volontà di dedicarsi ad una seria e ci auguriamo definitiva riforma della Giustizia italiana senza più ricatti, senza più crisi di governo, senza più alibi.
Ma questa data è destinata a rimanere storica non solo per la decadenza di un senatore ma prima ancora per la condanna che accompagna questa decisione del Senato.
Se la morale di una storia si comprende solo dal finale, questa storia rischiava di assumere definitivamente le sembianze di una esplosione nucleare nella concezione valoriale e nella moralità delle nostre giovane generazioni.
Un uomo che nonostante gli inganni, nonostante una concezione distorta della famiglia, i festini ad Arcore, gli scandali con donne 50 anni più giovani se non addirittura minorenni come Ruby, nonostante una visione marcia delle leggi e del lavoro, i numerosi processi nel quale saltava fuori “casualmente” sempre un cavillo burocratico o un testimone a salvargli la pelle (quando non si finiva proprio in prescrizione), nonostante le dichiarazioni sulle tangenti come “commissioni” necessarie nel mondo degli affari, nonostante le intercettazioni, le leggi “ad personam”, i siluramenti dei giornalisti scomodi, nonostante gli scagnozzi, i lecchini, nonostante tutto… sarebbe riuscito alla fine della storia ad avere non solo soldi, potere, diventando capo dello Stato, donne giovanissime e bellissime, ma anche e soprattutto la capacità di “farla franca” in barba a tutto e tutti.
Riuscendo a dimostrare che se riesci a diventare ricco e potente abbastanza in questo Paese puoi riuscire ad essere anche al di sopra delle leggi della società civile.
Se sei ricco abbastanza, non importa come lo diventi, puoi fare tutto ed avere tutto.
No signori, anzi no ragazzi, le storie di uomini così non saranno mai storie a lieto fine.
Se sei ricco abbastanza potrai arrivare anche ad avere tutto, ma non potrai mai comprare il rispetto della gente.
Berlusconi non passerà alla storia come il grande statista che ha fatto grandi cose per l’Italia ma come un condannato che è arrivato dove è arrivato infrangendo quelle leggi che una buona fetta di Paese gli aveva chiesto di tutelare.
E sorrido quando lo sento raccontare al “suo popolo” che questa magistratura lo ha condannato per affari illeciti in quanto leader di uno schieramento politico avverso, Berlusconi è diventato un leader politico proprio per non farsi condannare per i suoi affari illeciti.
Oggi non decade un senatore ma decade un’idea distorta di valori sociali e morali che negli ultimi vent’anni ci sono stati propinati.
Magari il mondo o il nostro Paese continuerà ad andare così ancora per un bel pezzo, purtroppo di piccoli Berlusconi che sfruttano la debolezza di una Repubblica fondata sulla comunicazione, già se ne vedono all’orizzonte ed è un orizzonte neanche troppo lontano.
Ma da oggi sappiate bambini e ragazzi che chi decide di prendere una strada così prima o poi deve fare i conti con la legge e con le regole che gli uomini davvero meritevoli di passare alla Storia del nostro Paese hanno contribuito a scrivere.
Giuseppe Brescia
Portavoce M5S Camera

"Pittelliani"? Si, ma fino a un certo punto

L'europarlamentare Pittella dice di appoggiare Renzi. I "pittelliani" garganici lo "snobbano" e si schierano con Cuperlo. Intanto, in Capitanata è arrivato il capolista cuperliano Massimo D'Alema. Terzo in lista il sangiovannese Mangiacotti, dopo Iaia Calvio


"Pittelliani"? Si, ma fino a un certo punto. Due settimane fa l'europarlamentare Gianni Pittella, candidato alla segreteria nazionale del Pd, aveva racimolato in Capitanata oltre 600 preferenze, risultando quarto nella classifica provinciale e in quella nazionale. Pittella, aveva ottenuto 240 voti (staccando brutalmente gli altri partecipanti, Renzi, risulato secondo, aveva ottenuto 38 voti) nella sola San Giovanni Rotondo, dove a sostegno della sua candidatura, si era schierata la totalità, o quasi, della nuova segreteria cittadina venuta fuori dal congresso locale di fine ottobre che ha proclamato segretario Matteo Masciale.

Giorni addietro, lo stesso vice presidente del Parlamento europeo, dopo essere stato fatto fuori dalla corsa per le primarie dell'8 dicembre, aveva chiaramente esternato il proprio appoggio alla causa "renziana", ovvero il suo bagaglio di voti (il 6 per cento su scala nazionale) è destinato al sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

La direttiva di Pittella non è stata, però, seguita dai "pittelliani" di Capitanata, di certo non da quelli di San Giovanni Rotondo. È notizia di stamattina (28 novembre) che l'ex segretario sezionale del centro garganico, Salvatore Mangiacotti, forte sostenitore di Pittella ed elemento fondamentale per la elezione di Masciale, è nella lista di Gianni Cuperlo. È chiaro che non tutti i "pittelliani" di Capitanata seguiranno Pittella nella sua battaglia "renziana".
Mangiacotti, da sempre vicino alle posizioni dell'onorevole Michele Bordo e dell'ex segretario provinciale Paolo Campo, ha ottenuto un piazzamento in lista (dalla quale verranno fuori i numeri e i nomi da assegnare a ciascun candidato per la direzione nazionale del Partito) di tutto rispetto: terzo. Dopo Massimo D'Alema, l'ex presidente del Consiglio dei Ministri che ha accettato "l'invito" di Bordo di capeggiare la lista di Cuperlo in provincia di Foggia, e dopo il sindaco di Ortanova, Iaia Calvio. Considerato che alla Capitanata spettano un totale di nove delegati nazionali Mangiacotti, avendo "disobbedito" alla linea indicata da Pittella (appoggiare Renzi) potrebbe avere buone chance per arrivare ad essere uno dei mille dirigenti italiani che andranno a comporre la assemblea nazionale del Partito Democratico. L'organo, convocato ordinariamente una volta ogni sei mesi, che esprime indirizzi sulla politica del partito attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno e risoluzioni.

Con l'ormai esplicito appoggio dei "pittelliani", i "cuperliani" (quindi i Bordo e Campo) dovrebbero avere vita facile per riprendersi la leadership provinciale che i "civattiani" (i seguaci dell'altro candidato alla segretria nazionale Pippo Civati) gli avevano scippato due settimane fa in occasione della votazione per la Convenzione Democratica.
Michele Gemma
ilfattodelgargano.it

23 novembre 2013

OPERAZIONE FACCE DI BRONZO: come tagliare le pensioni d'oro e far felici i pensionati al minimo

L'alibi delle "facce di bronzo" da 40, 60 o 90mila euro non regge più. I pensionati d'oro si sono aggrappati finora alla storiella dei "diritti acquisiti", infiocchettata ben bene da quell'altra esclusiva casta di 15 mandarini dello Stato dirimpettai del presidente Napolitano sulla piazza del Quirinale: la Corte Costituzionale (450-500mila euro di stipendio l'anno a testa).
Ora la balla viene spazzata via. Stop ai privilegi. Con la mozione del M5S si aggirano i rilievi di una sentenza del 2013 della Consulta e si chiede ai maxi-pensionati un robusto contributo di solidarietà in favore delle pensioni minime.
Chi guadagna 30mila euro al mese ne prenderà per tre anni quasi 10mila in meno e vivrà bene lo stesso. Chi ne prende addirittura 90mila ne guadagnerà quasi 30mila in meno al mese e potrà comunque sbarcare il lunario. In compenso la mozione del MoVimento punta a ridare dignità ai pensionati minimi (495 euro al mese) con oltre 500 euro in più all'anno. E così si darà una mano anche alla ripresa dei consumi. La Consulta la smetta di difendere alcuni suoi membri, come Giuliano Amato. Nonno Mario ringrazia.
Per tutti gli attivisti che vogliono diffondere la proposta del MoVimento 5 Stelle, ecco il kit dell'operazione Facce di bronzo.

Di Battista (M5S) : “L’alibi delle “facce di bronzo” da 40, 60 o 90mila euro non regge più”

L’alibi delle “facce di bronzo” da 40, 60 o 90mila euro non regge più.

I pensionati d’oro si sono aggrappati finora alla storiella dei “diritti acquisiti”, infiocchettata ben bene da quell’altra esclusiva casta di 15 mandarini dello Stato dirimpettai del presidente Napolitano sulla piazza del Quirinale: la Corte Costituzionale (450-500mila euro di stipendio l’anno a testa).

Ora la balla viene spazzata via.

Stop ai privilegi!

Con la mozione del M5S si aggirano i rilievi di una sentenza del 2013 della Consulta e si chiede ai maxi-pensionati un robusto contributo di solidarietà in favore delle pensioni minime.

Chi guadagna 30mila euro al mese ne prenderà per tre anni quasi 10mila in meno e vivrà bene lo stesso.

Chi ne prende addirittura 90mila ne guadagnerà quasi 30mila in meno al mese e potrà comunque sbarcare il lunario.

In compenso la mozione del MoVimento punta a ridare dignità ai pensionati minimi (495 euro al mese) con oltre 500 euro in più all’anno.

E così si darà una mano anche alla ripresa dei consumi.

La Consulta la smetta di difendere alcuni suoi membri, come Giuliano Amato.

Angelo Tofalo
Carlo Sibilia
Nonno Mario ringrazia.
Alessandro Di Battista
Portavoce M5S Camera.

La Riccia (Attivista M5S) : “Cari partiti, il vostro Truman Show sta per finire”

La maggior parte dei Comuni Italiani e sull’orlo del dissesto finanziario…
stanno saltando i bilanci di Enti Locali e Municipalizzate , come tappi di champagne.
Volete scommettere che la colpa non e di nessuno ?
Non e del PDL che ha Governato.
non e del PD che gli ha fatto sempre da sponda in tutti questi anni, la colpa non e’ neanche dei Moderati cattolici che erano i coinvitati di pietra come Testimoni di nozze da oltre 30 anni.
L’unica cosa sicura che in tutti questi anni per la gente non si e fatto una mazza, mentre si e fatto tutto per gli amici e parenti .
Lottizzazioni, favori agli amici che portano voti, incarichi di tutti i tipi , specie quelli dati agli Avvocati, favori ed elargizione di denaro anche ai dipendenti pubblici ,insomma una piccola babele frutto di un meccanismo contorto al solo fine di mantenere il consenso e autoperpetuarsi.
Ora vorrebbero come al sempre fare il balletto delle responsabilita’ nascondendo i loro nomi dietro i simboli di partito.
Mi chiedo come facciano i cittadini onesti a vivere e sopportare tutto questo schifo, poi ci penso meglio e mi rendo conto che anch’io vivo in un territorio ad altissima densità clientelare e ci vivo malissimo perché i delinquenti bastardi che rendono la mia vita difficile mi passano di fianco ogni giorno e ridono di me e di tutti coloro che hanno creduto nei valori del vivere secondo una precisa etica morale.
I tori guadagnano, gli orsi guadagnano e i maiali vengono sgozzati!
Ecco noi cittadini vorremmo sapere CHI PAGHERA’ per diventare sempre piu’ tori e meno maiali.
Peccato che il vostro Trumam Show stia per finire.
Luigi La Riccia
Attivista M5S

 

Ripartiamo da Noi

Al via il ciclo di incontri con associazioni e realtà produttive di San Giovanni Rotondo.

I cittadini del MoVimento 5 Stelle di San Giovanni Rotondo iniziano un ciclo di incontri con associazioni e realtà produttive del nostro territorio
Il primo appuntamento è per Lunedi 25 Novembre con il Comitato Centro Storico. Si discuterà dei problemi esistenti, di idee e di proposte per la valorizzazione di questi preziosi luoghi.
L’obiettivo di questo ciclo di incontri è duplice: Conoscere e Conoscersi.
Conoscere nel dettaglio la situazione sociale ed economica del nostro territorio, Conoscersi con i cittadini e le cittadine attive nella comunità del paese, porre le basi per una collaborazione comune, ripartire dagli interessi della collettività e non dei singoli!
E’ arrivata l’ora di riprendere in mano il nostro futuro, non possiamo più permetterci di delegarlo a chi non ne è capace, a chi ha causato tutti i disastri a cui assistiamo quotidianamente.
Si parte dal Centro Storico, dalle nostre tradizioni, dalla nostra storia.
Lunedi 25 Novembre, alle 19.30, presso la Sala del Bar Pasteus.
Tutti i cittadini e le cittadine sono invitate.

Gli attivisti di San Giovanni Rotondo 5 Stelle
www.sgr5stelle.it

22 novembre 2013

San Giovanni Rotondo: aggrediscono giovani Agli arresti domiciliari tre ragazzi rumeni

Tre ragazzi di origini romene picchiano brutalmente un gruppo di giovani della città di san Pio. Gli aggressori sono stati posti agli arresti domiciliari. Dovranno difendersi dall'accusa di «lesioni gravi in concorso»

Gheorghe Ionel Bajanaru di 23 anni, Catalin Marian Vasile di 27 e il 24enne  Nicolaie Augustin Capruci, i nomi dei rumeni autori del pestaggio. I tre avrebbero avvicinato il gruppetto di ragazzi mentre stavano passeggiando per le vie della città. A scatenare la furia violenta ci sarebbe stato qualche sguardo di troppo che i giovani del posto avrebbero rivolto verso i tre arrestati. Due giovani del gruppo sono riusciti a scappare. Per gli altri botte e violenza gratuita.

Sull'accaduto sono intervenuti i carabinieri di San Giovanni Rotondo che hanno bloccato e identificato i tre rumeni. I giovani aggrediti hanno dovuto fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso. Il più grave, un 27enne, ha riportato numerosi traumi ed ecchimosi al volto. Per lui immediato ricovero nell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza con una prognosi di 30 giorni.

La violenza dei colpi sferrati dagli aggressori è stata talmente elevata che uno dei rumeni ha riportato una frattura alla mano destra.

Per i tre arrestati si attende la decisione dell'Autorità Giudiziaria competente.

Brescia (M5S) : “Vendola e la frase che racchiude tutta l’ipocrisia della sinistra”

#Vendola: “Il mio unico reato è stato questo, aver difeso il lavoro, senza mai ammorbidire la mia ambizione ecologista.
Una frase che racchiude tutta l’ipocrisia della sinistra.
Chi conosce i dati dell’inquinamento provocati dall’#Ilva sa benissimo che la volontà di tenere aperta la fabbrica è incompatibile con la parola “ecologia”.
Inoltre è falso anche sostenere di difendere il lavoro perché, come abbiamo avuto modo di spiegare più e più volte, la sola presenza dell’Ilva (e non solo, anche di Cementir, Eni, ecc) annulla la possibilità di sviluppo di altri settori quali l’allevamento, la mitilicoltura, la pesca e danneggia fortemente il turismo tradendo l’originaria vocazione culturale dell’antica città.
Quindi…
Vendola le racconti a qualcun’altro le sue storielle del bravo governatore.
Giuseppe Brescia
Portavoce M5S Camera

21 novembre 2013

Ambito Territoriale, si dedice il 14 dicembre Soluzione modello Fasano-Ostuni-Cisternino

La decisione sull'assetto della gestione associata va definita entro il 14 dicembre. La cassa del Piano Sociale di Zona potrebbe passare da San Marco in Lamis a San Giovanni Rotondo. Al Piano Sociale di Zona potrebbe essere legato anche il futuro dell'Amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo e di Rignano Garganico. Incombe lo spettro del commissariamento.
Ambito territoriale di San Marco in Lamis (Comuni compresi: San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Rigano Garganico e il capofila San Marco in Lamis), la dirigente regionale del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria, Anna Maria Candelarisponde al sindaco di San Giovanni Rotondo, Luigi Pompilio, circa la fattibilità tecnica e normativa di un eventuale cambio del Comune capofila.
«A questo riguardo ricorda che è vincolante per l'accesso anche ai fondi PAC, oltre che a quelli del Piano Sociale di Zona, che l'Ambito mantenga la gestione associata tra gli stessi Comuni facenti parte del Distretto Sociosanitario di San Marco in Lamis, ma è già accaduto, in altri Ambiti e negli anni passati, che il Coordinamento Istituzionale raggiungesse accordi differenti per il coordinamento tecnico e politico dell'Ambito, in relazione a diverse ragioni di opportunità. Può costituire, ad esempio, una buona mediazione quella di affidare ad un Comune, di norma il capofila già individuato in quanto sede del Distretto, il coordinamento politico e ad un altro Comune il coordinamento tecnico dell'ufficio di Piano e la titolarità del Fondo Unico di Ambito, da gestire per conto di enti terzi. È il caso dell'Ambito di Fasano-Ostuni-Cisternino. In alternativa l'Ambito territoriale può individuare un nuovo Comune per il coordinamento politico e tecnico: è il caso di Margherita di Savoia, il cui Coordinamento istituzionale ha recentemente deliberato di individuare in San Ferdinando il capofila istituzionale e tecnico. La decisione sull'assetto della gestione associata va definita entro il 14 dicembre, in funzione del rispetto dei requisiti di ammissibilità dei Piani di Intervento PAC (Piano di Azione e Coesione, ndr), e può essere assunta solo dai componenti il Coordinamento Istituzionale, tenendo conto delle condizioni politico-amministrative e contabili di tutte le altre Amministrazioni. Le due alternative vengono proposte esclusivamente per favorire una eventuale mediazione, perchè non passi che si intende espropriare il Comune capofila del suo ruolo, ma che è necessario mettere la gestione tecnica del Piano Sociale di Zona III triennio in mani di una Amministrazione che presenti le condizioni operative minime per far funzionare il PdZ e recuperare i gravi ritardi accumulati sin qui. Sarà poi compito di tutte le Amministrazioni pretendere e ottenere dal Comune di San Marco la definitiva chiarezza sui conti, il reintegro delle somme residue (cioè non oggetto di impegni giuridicamente vincolanti) del II triennio al fine di riutilizzarle nel nuovo ciclo di programmazione, e il pagamento di tutti i debiti non ancora liquidati nei confronti dei fornitori fino al 31 dicembre 2013, ivi inclusa la restituzione delle eventuali somme anticipate dagli altri Comuni, oltre la quota spettante di cofinanziamento». È quanto dichiarato dalla Candela nel corso dell'incontro tenutosi il 12 novembre negli uffici della Regione Puglia di Foggia che ha concluso «laddove in tempi brevissimi, il Coordinamento Istituzionale non dovesse addivenire a tutte le decisioni connesse alla approvazione dello schema di Convenzione per la Gestione Associata e alla approvazione del Regolamento per l'Ufficio di Piano, con connesso organigramma, e alla approvazione da parte del Comune capofila dello schema dell'Accordo di Programma tra ASL e Comuni per le cure domiciliari, la Regione dovrebbe intervenire per il commissariamento di tutti i Comuni per l'individuazione del comune capofila e l'approvazione di tutti gli atti connessi agli adempimenti essenziali. Il timore è che, tuttavia, ai fini del PAC non vi siano i tempi necessari e questo comprometterebbe l'accesso da parte dell'Ambito alle risorse del primo riparto».
Resta da capire quali siano le intenzione dei quattro Comuni che fanno parte dell'Ambito. Da prime indiscrezioni, Angelo Cera (l'ex sindaco di San Marco in Lamis) non sarebbe per nulla intenzionato ad accettare soluzioni diverse da quella di preservare lo status quo dell'Ambito Territoriale. Intenzione, quella di Cera, che non sembrerebbe pienamente sposata dai gruppi consiliari dell'Udc dei Comuni di San Giovanni Rotondo e Rignano Garganico. La linea del segretario provinciale dell'Udc, Cera, potrebbe però trovare forza nei primi cittadini, suoi ex colleghi, dei quattro Comuni: Pompilio (San Giovanni Rotondo), Di Carlo (Rignano Garganico) e Gualano (San Nicandro Garganico). Entro il 14 dicembre dovranno scegliere se sostenere la causa di Cera, a costo di mettere a rischio anche i propri governi cittadini (vedi San Giovanni e Rignano), o tentare la strada della soluzione adottata negli Ambiti di Fasano e Margherita di Savoia.
L'ultima tappa del "calvario" del Piano Sociale di Zona potrebbe essere il commissariamento.
Michele Gemma
ilfattodelgargano.it

20 novembre 2013

CI AVETE ROTTO I COGLIONI #BARBATO

Lo diciamo? Lo possiamo dire? CI AVETE ROTTO I COGLIONI !!!
Partito di Ipocriti, Falsi e Indegni.
Ancora una volta vince l'ingiustizia e la raccomandazione.
E se l'avesse fatto uno Schifani o un Nitto Palma? Sareste stati i primi a ululare indignati!
BASTA!

17 novembre 2013

Discriminazione territoriale” una ipocrisia Italiana, lasciateli cantare…

Non capisco! Le curve degli stadi vengono chiuse perché gli ultras esprimono concetti di “discriminazione territoriale“. Taluni partiti che hanno basato la propria ascesa politica sulla “discriminazione territoriale” sono presenti nelle Istituzioni. 
La Lega Nord. Da anni il partito della secessione rastrella voti mettendo al centro del suo programma politico-elettorale la “discriminazione territoriale”e nessuno si permette di proporre la chiusura di una sola sede delle camice verdi. Per contro, se una parte di una qualche tifoseria, del Nord o del Sud, si permette di stornellare una sola frase che sottolinea la propria appartenenza territoriale o l’iscrizione ad un “campanile” piuttosto che ad altro succede il finimondo. Ipocrisia totale!
Tutti ricorderanno l’espressione del vicepresidente del Senato (non il capo della curva sud o della nord della Juventus, del Milan, del Napoli, del Palermo ecc), Roberto Calderoli: «quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango». Parole pronunciate dal palco della festa della Lega Nord di Treviglio, in provincia di Bergamo, in riferimento al ministro dell’Integrazione, Cecile Kyenge. Parte la solita sbobba di Giorgio Napolitano e la solidarietà espressa da qualche “onorevole”. Il tutto è finito a taralluccio e vino. Nessuna sanzione amministrativa per Calderoli, nessuna chiusura di qualche ufficio della Lega. Niente! Niente e niente!
Oggi, in realtà da qualche settimana, i giudici sportivi indossano i vestiti dei super difensori della “dignità civile e sportiva” e chiudono le curve degli stadi. Più che un paradosso è una barzelletta.
Il calcio moderno, fatto di pay tv e talk show televisivi, ha sposato, giustamente, diverse battaglie per migliorare la vivibilità degli stadi. Su tutti la lotta al razzismo. Fin qui tutto bene. “Gli ignoranti”, quelli che vanno allo stadio solo per fare “buuu“, il verso di un qualche animale non meglio definito, devono essere isolati, identificati e possibilmente puniti. Ma non solo negli stadi. Occorrerebbe iniziare dai piani alti, così come scritto nella ormai bistratta Costituzione italiana.
Ancora. Abbiamo “ospitato” un certo Pribke. L’assassino nazista che neanche in punto di morte ha chiesto scusa per i suoi omicidi. Vittime selezionate in base alla provenienza, alla sessualità, alla religione. Al militare tedesco ci è mancato poco che gli facevano il funerale di Stato con tanto di cerimonia ufficiale.
E adesso qualcuno vuole stonarci con sta storia dei cori che gli ultras intonano negli stadi macchiati di “discriminazione territoriale”? Per carità, smettetela con questa ipocrisia.
Lasciateli cantare

16 novembre 2013

Foto notizia curiosa: "chiuso per manutenzione del personale"

Accade a San Giovanni Rotondo. C'è chi chiude per "rinnovo locale", c'è chi chiude per ferie, c'è chi chiude la propria attività per fallimento, c'è chi chiude per traslocare il proprio negozio altrove. C'è chi chiude per "manutenzione del personale".

La foto notizia fa riferimento ad un noto market della città di san Pio. Il titolare ha esposto il cartello "chiuso per manutenzione del personale dal 7 novembre al...". Due le stranezze: la prima è, certamente, l'espressione "manutenzione del personale"; la seconda sta nel fatto che non viene specificata la data della riapertura dell'attività. (foto notizia di un nostro lettore)

15 novembre 2013

Papa Francesco in visita ufficiale al Quirinale dal Presidente Napolitano. Emergono stima reciproca, solidarietà e comprensione verso chi è in difficoltà

Papa Francesco E Napolitano
Il Presidente Napolitano è emozionato quando inizia a pronunciare il discorso diretto a Papa Francesco in quella che ora è la Casa degli Italiani e un tempo fu residenza dei Papi. Una visita all’insegna dell’affetto e della stima reciproci tra il Papa “Venuto dalla fine del mondo”, come ha ricordato Napolitano, ma che: “non ha perso l’impronta d’origine della sua famiglia piemontese”. Il Presidente ribadisce “la laicità e la sovranità di Stato e Chiesa che però convergono verso la libertà dell’uomo e del Paese. Distinzione e collaborazione per aiutare l’Italia in questo periodo di crisi”. Napolitano ha continuato sottolineando che: “Il messaggio cristiano portato avanti da Papa Francesco combatte l’egoismo e l’insensibilità sociale”. Un dialogo con tutte le parti che va al di là dei rapporti Stato-Chiesa. Papa Bergoglio ha risposto con gli stessi toni amichevoli e di stima: “La condizione dei giovani privi di lavoro e degli anziani soli sono emergenze che esigono solidarietà per far crescere la speranza e far aumentare la possibilità di uno sviluppo sostenibile. Ho visitato Lampedusa, la Sardegna e Assisi. Luoghi che parlano di solidarietà, aiuto reciproco e ricerca di pace. La creatività è il patrimonio da cui l’Italia ha attinto in tutti i momenti di crisi. Insieme alla concordia per lo sviluppo del bene comune e della pace”. Nel Salone dei Corazzieri, dove lo attendevano i lavoratori del Quirinale e le loro famiglie, parlando a braccio Francesco ha detto: “L’insufficiente occupazione stenta a far uscire dalla crisi. Con il vostro lavoro, spesso nascosto, venite a contatto con gli eventi che segnano la Nazione, accostate le problematiche che i cittadini fanno giungere qui. Siate professionali e  abbiate insieme spirito di accoglienza e comprensione verso tutti. C’è bisogno di persone che abbiano solidarietà nei confronti dei più deboli. Non  perdetevi d’animo nelle difficoltà”.

13 novembre 2013

Le Iene e il tabù del sesso dei disabili

Sabrina Nobile racconta il mondo sommerso del problema della sessualità spesso negata a chi non è autonomo
Come gestire le esigenze sessuali di tutte quelle persone, soprattutto giovani, che, essendo disabili, non possono avere rapporti in maniera autonoma? È l’interrogativo al quale hanno provato a dare una risposta le Iene di Italiauno con un servizio di Sabrina Nobile mandato in onda nella puntata di ieri.
LA ESCORT – A parlare ai microfoni di Mediaset è innanzitutto una escort che racconta di aver ricevuto un cliente tetraplegico e che si mostra soddisfatta per avergli donato un momento di felicità. «È stato bellissimo. Ho mangiato un gelato. L’ho aiutato, perché lui naturalmente non muove le mani e quindi dev’essere imboccato. Una volta capita la faccenda siamo rimasti io e lui. L’ho aiutato a spogliarsi. Siamo stati insieme tre ore. Mi sono lasciata gentilmente toccare… baciare. Era molto felice». Per lui era la prima volta, all’età di 30 anni, precisa il servizio di Italiauno. Ed era evidente forte la sua voglia di consumare un rapporto. Alle Iene la escort racconta di un’incredibile reazione del corpo del suo cliente: «Avendo disabilità alle gambe, non riuscendo cioè a distenderle, avere un rapporto con la penetrazione – dice – per loro è un po’ impossibile. Ma il desiderio era talmente forte che la gamba si è quasi distesa… È terapeutico da morire».
IL PAPÀ – Le persone disabili, spiega nel servizio Sabrina Nobile, difficilmente riescono a vivere delle esperienze sessuali. A volte non possono muoversi. Spesso hanno difficoltà ad esprimersi. Oppure hanno dei deficit mentali che non gli permettono di affrontare l’argomento. Proprio per questo diventa fondamentale l’aiuto dei genitori. Ai microfoni di Mediaset parla anche il papà di Fabio, un 35enne affetto da sindrome di Down. In particolare racconta di aver contattato le escort al telefono e di aver ricevuto parecchi rifiuti: «Quando ho specificato che era un ragazzo Down l’80% di loro non se la son sentita». Poi spiega: «Non è facile. Per questi ragazzi il sesso non è solo un fatto meccanico e basta. Hanno bisogno di affetto, di comprensione… perché son ragazzi e sono empatici». La mamma di Fabio, intanto, racconta che parlare dell’attività sessuale dei ragazzi è difficile, anche con le altre mamme di disabili. L’argomento genera imbarazzo.
FABIO – Non è invece un tabù per Fabio, un ragazzo molto attivo. Parla al telefono con l’inviata delle Iene e dice che gli piace il sesso, anche se gli manca esperienza. Poi aggiunge, un po’ amareggiato: «Per la mia sindrome non posso fidanzarmi con le altre ragazze normodotate». Fabio racconta di aver provato a fare sesso con le escort. Con successo. «È andata benissimo!», esclama ricordando la sua avventura. Poi aggiunge: «Però non posso fare di più perché è solo sesso a pagamento».
L’ATTIVISTA – I disabili, insomma, chiedono visibilità per emergere da un mondo sommerso: chiedono in particolare che il problema della loro sessualità non venga affrontato solo attraverso la prostituzione. Max Olivieri, blogger, web designer e attivista per i diritti dei portatori di handicap, alle Iene fornisce i dettagli di un’importante iniziativa intrapresa con l’obiettivo di far introdurre anche in Italia l’assistenza sessuale per i disabili. «Abbiamo fondato – dice alle Iene – il primo comitato di promozione per l’assistenza sessuale in Italia. L’assistenza sessuale innanzitutto capisce o no se una persona ha delle mancanze profonde o no a livello sessuale e relazionale. Si occupa di insegnare la persona a conoscere innanzitutto il proprio corpo, quindi carezze, abbracci, fino ad arrivare alla masturbazione se c’è bisogno. Funziona come supporto fisico. Ci sono tanti supporti… per andare in macchina, per scrivere al computer… per la sessualità invece non c’è niente». Max, in sostanza, non vuole essere costretto a fare sesso con una prostituta, ma avere contatti con una persona formata, una figura riconosciuta a livello istituzionale. Non è l’unico.
LE RICHIESTE – Da quando è cominciata la sua battaglia Max, infatti, riceve centinaia di messaggi da ragazzi e ragazze disabili, che soffrono per la loro situazione e spesso gli confidano i propri desideri. Come ad esempio quel ragazzo che racconta di voler abbracciare una ragazza nuda e di fumare una sigaretta con lei. «È la normalità – spiega Max – che manca a queste persone. Abbracciare una persona nuda e fumare una sigaretta sono due cose normali».
L’ASSISTENTE – In Germania, Svizzera, Olanda, Danimarca la figura dell’assistente sessuale esiste oramai da diversi anni. Chi lo ha fatto finora in Italia, lo ha fatto, spiega ancora Sabrina Nobile, in maniera del tutto autonoma. Come Debora De Angelis, una delle promotrici del progetto Lovegiver, che alle telecamere di Italiauno racconta di aver aiutato un suo amico disabile a provare piacere, senza vergogna.
Tratto da giornalettismo.com

San Marco in Lamis: No Default Day

San Marco in Lamis, martedì 12 novembre 2013 - San Marco in Lamis, si terrà  nei giorni 6/7 e 12/13/14 dicembre 2013 il "No Default Day". A comunicarlo, Luigi La Riccia, attivista del Movimento 5 Stelle. Tutti i cittadini potranno firmare l'esposto collettivo alla Procura della Repubblica, per spronare la Magistratura ad intervenire nei confronti degli uomini di Partito che hanno causato il debito che ad oggi non e dato capire quanto sia. Secondo l'UDC 4,7 milioni causati dal PD, per il PD sono 2,5 causati dall'UDC, per il PDL ( non si sa). Il movimento 5 stelle vi aspetta nelle date sopra indicate, muniti di documento e pazienza. Ci saranno sorprese al gazebo insieme con i Parlamentari che interverranno per l'occasione.

12 novembre 2013

Democratici, continua il "botta e risposta"

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Lo avevamo scritto qualche giorno fa: "congresso Pd, nessuna tregua". E i fatti ci danno ragione. Lombardi chiude l'accordo con Piemontese alla presenza di Sergio Blasi per la presidenza dell'assemblea provinciale. Poi ci ripensa e sottoscrive un documento, firmato anche dai suoi delegati, per essere riconosciuto vincitore del congresso al pari di Piemontese.

A sostegno della tesi che nel Pd non c'è alcuna tregua, nonostante talune distensive dichiarazioni di personaggi più o meno noti nell'ambiente democratico tese ad un rasserenamento del clima post congresso, ci sarebbero anche le probabili "epurazioni" nelle Amministrazioni comunali. Un esempio su tutti: Manfredonia. Dove Damiano D'Ambrosio, assessore al Personale e referente cittadino dell'assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile, rischia di essere messo alla "porta" del governo cittadino.

La linea, sostenuta dai delegati eletti nella lista che ha sostenuto Michelangelo Lombardi nella corsa per la poltrona a via Taranto, sarebbe quella di «riconoscere due vincitori». In altri termini Piemontese dovrebbe ammettere una sorta di "non vittoria". O, comunque, riconoscere, oltre a se stesso, un altro vincitore. Nello specifico l'ex sindaco di San Marco in Lamis.

Sarebbe proprio il mancato riconoscimento del sostanziale risultato di parità (101 delegati Piemontese, 95 Lomabrdi, ndr) che avrebbe indotto la stragrande maggioranza dei delegati "lombardiani" a disertare la prima assemblea del partito provinciale, svoltasi sabato nella biblioteca provinciale.

L'assenza dei sostenitori di Lombardi non è passata inosservata. E poco c'azzecca la nomina di Lombardi alla presidenza dell'Assemblea. Anche alla luce delle limitate funzioni politiche che spettano proprio al presidente: «molti di noi non hanno partecipato alla riunione di sabato 9 novembre non in ossequio ad una sterile tentazione aventiniana, che non ci appartiene, né per mortificare il nostro candidato alla segreteria provinciale bensì, al contrario, per evitare che la nuova fase politica che si sta aprendo fosse minata in radice da una decisione sbagliata di Raffaele Piemontese e per tutelare il ruolo e la funzione politica di Michelangelo Lombardi che non possono essere racchiusi nell'importante ma angusto recinto della Presidenza di un'assemblea la quale, per quanto resa prestigiosa dai suoi componenti, ha funzioni politicamente limitate».

Per i delegati di Lombardi apparirebbe come una sottovalutazione il fatto che il proprio candidato, votato dalla metà dei tesserati democratici di Capitanata, limitasse il suo impegno ad una sorta di ruolo di rappresentanza piuttosto che essere partecipe delle decisioni e delle azioni che il Pd produrrà nei prossimi tre anni.

La soluzione finale potrebbe esserci se Piemontese decidesse di convocare un nuovo tavolo di concertazione tra le due parti al fine di produrre una sintesi che metta d'accordo tutti. « Ove Raffaele Piemontese voglia per davvero coniugare le parole con i fatti promuova un confronto con i rappresentanti espressi dalle due mozioni al fine di costruire una prospettiva comune sia degli indirizzi politici sia del governo del Partito». Tesi, tra l'altro, che il presidente del Consiglio comunale di Foggia ha già espresso nel suo discorso di insediamento con i suoi riferimenti "allo spirito unitario". Resta da capire se Piemontese abbia realmente intenzione di passare dalle parole ai fatti.

Immediato il commento del neo segretario provinciale democratico: «ribadisco la mia piena disponibilità a dialogare con Michelangelo per ricostruire l'unità del Partito. Io godo della piena fiducia di chi mi ha sostenuto e spero che sia così anche per Michelangelo, che invito ad incontrarci, anche domattina, per proseguire il percorso unitario avviato dinanzi al segretario regionale. L'Assemblea, comunque, sarà convocata subito dopo la conclusione della Convenzione provinciale e mi auguro che a quell'appuntamento si giunga con la volontà di andare oltre il congresso».

Spetta adesso a Lombardi, il candidato anteposto all'establishment democratico tradizionale, decidere se accontentarsi di recitare una parte marginale dell'intero copione del partito e di battere in "ritirata" o andare avanti sulla linea esplicitata nel documento sottoscritto con i delegati.

"Discriminazione territoriale" una ipocrisia Italiana, lasciateli cantare...

Non capisco! Le curve degli stadi vengono chiuse perché gli ultras esprimono concetti di "discriminazione territoriale". Taluni partiti che hanno basato la propria ascesa politica sulla "discriminazione territoriale" sono presenti nelle Istituzioni.

La Lega Nord. Da anni il partito della secessione rastrella voti mettendo al centro del suo programma politico-elettorale la "discriminazione territoriale"e nessuno si permette di proporre la chiusura di una sola sede delle camice verdi. Per contro, se una parte di una qualche tifoseria, del Nord o del Sud, si permette di stornellare una sola frase che sottolinea la propria appartenenza territoriale o l'iscrizione ad un "campanile" piuttosto che ad altro succede il finimondo. Ipocrisia totale!

Tutti ricorderanno l'espressione del vicepresidente del Senato (non il capo della curva sud o della nord della Juventus, del Milan, del Napoli, del Palermo ecc), Roberto Calderoli: «quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango». Parole pronunciate dal palco della festa della Lega Nord di Treviglio, in provincia di Bergamo, in riferimento al ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge. Parte la solita sbobba di Giorgio Napolitano e la solidarietà espressa da qualche "onorevole". Il tutto è finito a taralluccio e vino. Nessuna sanzione amministrativa per Calderoli, nessuna chiusura di qualche ufficio della Lega. Niente! Niente e niente!

Oggi, in realtà da qualche settimana, i giudici sportivi indossano i vestiti dei super difensori della "dignità civile e sportiva" e chiudono le curve degli stadi. Più che un paradosso è una barzelletta.

Il calcio moderno, fatto di pay tv e talk show televisivi, ha sposato, giustamente, diverse battaglie per migliorare la vivibilità degli stadi. Su tutti la lotta al razzismo. Fin qui tutto bene. "Gli ignoranti", quelli che vanno allo stadio solo per fare "buuu", il verso di un qualche animale non meglio definito, devono essere isolati, identificati e possibilmente puniti. Ma non solo negli stadi. Occorrerebbe iniziare dai piani alti, così come scritto nella ormai bistratta Costituzione italiana.

Ancora. Abbiamo "ospitato" un certo Pribke. L'assassino nazista che neanche in punto di morte ha chiesto scusa per i suoi omicidi. Vittime selezionate in base alla provenienza, alla sessualità, alla religione. Al militare tedesco ci è mancato poco che gli facevano il funerale di Stato con tanto di cerimonia ufficiale.

E adesso qualcuno vuole stonarci con sta storia dei cori che gli ultras intonano negli stadi macchiati di "discriminazione territoriale"? Per carità, smettetela con questa ipocrisia.

Lasciateli cantare...

11 novembre 2013

Per Epifani no al Reddito di cittadinanza? Nel 2002 era lui a chiederlo. Ecco le prove

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Secondo Epifani il reddito di Cittadinanza non ce lo possiamo permettere. Eppure nel 2002 fu lui a chiederlo all’allora presidente Berlusconi anche se in una forma diversa denominata Reddito Minimo di Inserimento.
Cito alcuni passaggi chiave della lettera ufficile che trovate sul sito della CGIL
“Nonostante queste profondissime divergenze, mi rivolgo oggi a Lei – memore di una sua promessa fatta in campagna elettorale, circa il fatto che si sarebbe occupato “degli ultimi” – per sottoporLe una questione di alto valore sociale: il reddito minimo d’inserimento.”
“Le chiedo, quindi, Onorevole Presidente, più semplicemente, di prevedere in Finanziaria un finanziamento finalizzato al prosieguo della sperimentazione per il 2003 al fine di non interrompere, così repentinamente e senza aver predisposto alcuna alternativa, l’erogazione di un sussidio che rappresenta per migliaia di donne e uomini, in particolare del mezzogiorno. l’unica speranza di non ripiombare nella povertà e di poter aspirare ad un inserimento nel mondo del lavoro.
Si tratta di poche risorse, davvero per gli “ultimi”, la parte meno fortunata dei cittadini di questo paese.”

Sono molto contento di leggere che anche lei aveva a cuore questo tema perchè vuol dire che quando ancora era sindacalista forse un minimo di senso civico verso i più deboli probabilmente ce l’aveva più di adesso che da politico l’ha perso totalmente.

Se vogliamo si può fare, caro Epifani. Non si tiri indietro altrimenti dimostrerà che quando era sindacalista ha solo fatto finta di prendere le difese dei più deboli e che è bastato un cambio di poltrona per rendere noto a tutti chi è lei veramente e che in fondo quelli che doveva rappresentare in verità li ha solo presi in giro.

Dimostri che non è così. Convinca il suo partito ad appoggiare il reddito di cittadinanza. Non è un favore al Movimento 5 Stelle, è un favore all’italia e a quei lavoratori che negli anni passati ha fatto finta di difendere. Lo faccia adesso, li difenda ora. Stia certo che farà sentire meglio gli altri e soprattutto se stesso. Convinca il PD a fare questo grande passo.


 CGIL – Confederazione Generale Italiana del Lavoro

"Compagnia dei Cammini", Gargano: torna il pellegrinaggio antico scarponi e asini

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 Sono partiti una settimana fa da Benevento e questo pomeriggio raggiungeranno Monte Sant'Angelo. Hanno visto il Gargano di notte e ne sono rimasti affascinati: «assenza dei rumori e profumo della natura, la miscela di un territorio tanto aspro quanto fantastico».

Raffaele, Antonio, Maria Grazia, Manuela, Lorenzo, Michele, Franca e Laura i nomi degli otto marciatori che hanno scelto di percorrere la tratta Benevento-Monte Sant'Angelo a piedi. Bigio e Carmela i due asini che gli accompagnano nell'impresa.

Il sorriso è stampato sulle facce dei camminatori. Gli asini hanno una gran voglia di riprendere la marcia, non amano il frastuono delle auto e probabilmente neanche la nostra presenza. Li abbiamo incontrati in pieno centro a San Giovanni Rotondo, la città del frate con le stimmate.

Loro, i camminatori, provengono da diverse regioni d'Italia: Campania, Piemonte, Lazio, Lombardia. Gente normale. Raffaele, l'esperto del gruppo, si guadagna da vivere grazie al suo lavoro di operaio in una azienda farmaceutica alle porte di Benevento; Antonio, nativo di Monte Sant'Angelo ma da anni residente a Como, è medico ospedaliero; Maria Grazia, la torinese, è una pimpante pensionata che ha sfidato sentieri e fatica per riscoprire il piacere del pellegrinaggio storico; Manuela, concittadina di Maria Grazia, lavora presso la Regione Piemonte; Lorenzo, pensionato di Agropoli, località in provincia di Salerno; Michele, il milanese, è esperto di informatica; Franca, nella sua città (Roma), fa la restauratrice e Laura è impiegata nella biblioteca del Comune di Milano.

Hanno aderito ad uno dei programmi proposti dalla "Compagnia dei Cammini". L'associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare in Italia. Oggi raggiungeranno la meta prefissata: la grotta del capo delle milizie celesti, San Michele Arcangelo. Hanno qualcosa di diverso dagli altri milioni di pellegrini che raggiungono la Montagna Sacra: il sorriso, il buone umore e la consapevolezza di riscoprire antiche e nuove tradizioni.
Bigio e Carmela, i due asini, portano in groppa il minimo di bagaglio che occorre ai camminatori. La loro andatura morbida e rallentata consente al gruppo, agli otto, di osservare ed apprezzare le bellezze dei paesaggi, di giorno in giorno, di ora in ora, loro riservati. Camminare è compiere un salto nel passato che consente di «vivere in contatto con se stessi con lo spettacolo che ci circonda. Rallentare, mettere da parte per qualche giorno i ritmi frenetici della routine quotidiana. Rallentare, è fermarsi ad osservare, ascoltare. Rallentare, camminare, è conoscere, scoprire. Un nuovo modo, quanto antico, di turismo itinerante», ci spiega Raffaele non nuovo a pellegrinaggi a piedi.

Sette soste in sette giorni. Pietrelcina, Malvizia, Ariano Irpino, Troia, Lucera, San Severo e San Giovanni Rotondo, le "stazioni" dei camminatori.

Arrivati sul Gargano sono stati accolti da un pastore: «ci ha riservato una accoglienza molto amichevole, offrendoci anche del caffè». Pastori, persone che racchiudono l'indole della "garganicità", la storia di una terra, quella del Gargano, a tratti difficile da conoscere e da capire.

Sul Promontorio, nella città di san Pio, non hanno degustato pietanza tipiche: «ieri sera –confessano- ci hanno proposto un menu a base di carne argentina (Angus, ndc) e vini del Trentino». È la testimonianza di quanto sia difficile, sul Gargano, creare una offerta turistica differente. Basata sulla tipicità dei prodotti, taluni unici, e sulla bellezza del territorio. «Nel pomeriggio saremo a Monte Sant'Angelo. Speriamo –è il saluto dei camminatori- di poter apprezzare le prelibatezze garganiche».


8 novembre 2013

Legge di stabilità scipoero in provincia di Foggia il 15 Novembre

Gli scioperi articolati a livello territoriale di quattro ore indetti unitariamente da Cgil, Cisl e Uil contro la legge di stabilità, per chiedere di cambiarla. I sindacati sostengono, in particolare, la richiesta di diminuire “realmente” le tasse a lavoratori dipendenti, ai pensionati e alle imprese che creano “buona occupazione”.
La protesta, che come detto è organizzata con modalità e tempi diversi a livello regionale o provinciale, è accompagnata da manifestazioni, presidi e sit-in. A Roma, ad esempio, lo sciopero di quattro ore è proclamato per mercoledì 13 novembre, dalle 9.30 alle 12.30 (con corteo), come si legge in una prima ‘mappà sul sito della Cgil; stessa data per Firenze. La data fissata è il 14 novembre per Genova (con manifestazione alle 9.00). Sarà il 15 novembre a Milano con corteo alle 9.30, come a Torino e Venezia. Sempre il 15, invece, in Friuli Venezia Giulia lo sciopero sarà non di quattro ma di otto ore con manifestazione regionale unitaria a Pordenone. In Puglia lo sciopero sarà di quattro ore il 15 novembre ma a Foggia è esteso a otto ore per il settore dell’edilizia (di un’ora per i lavoratori del settore della conoscenza).

San Giovanni, approvato progetto viale Aldo Moro

Foto Michle Pennelli
"Sistemazione e riqualificazione" viale Aldo Moro. Il progetto, redatto dall'Ufficio tecnico comunale, è stato approvato, dalla giunta municipale, mercoledì 6 novembre. Il costo stimato è di 598mila euro. Somma che diminuirà in fase di pubblica gara d'appalto formulata con la modalità del "massimo ribasso". La ditta che presenterà il preventivo più economico per l'Ente si aggiudicherà i lavori (se si presenteranno meno di dieci imprese).

I LAVORI previsti nel progetto: rifacimento della pavimentazione bituminosa (nuovo asfalto, ndr); demolizione della pavimentazione e dei cordoni dei marciapiedi lungo tutto il tratto di viale Aldo Moro e rielaborazione degli stessi; nuova griglia di raccolta acque meteoriche; sistemazione di via Pastore (stradina interna ad oggi sterrata, i cui materiali fangosi invadono via Aldo Moro nei giorni di pioggia). Attesi anche i lavori per la realizzazione della fogna bianca e di quella nera, in alcune zone adiacenti a via Moro. Da anni, circa trenta, diverse famiglie vivono i disagi provocati dalla mancanza delle tubazioni dell'acqua e degli scarichi della fogna. Stessi nuclei familiari che devono accollarsi i costi per far arrivare le botti piene di acqua e la ditta che si occupa dello spurgo dei canali fognari. 

DIVERSAMENTE ABILI Viale Aldo Moro da qualche anno è stato oggetto di protesta delle associazioni che rappresentano i diversamente abili unitamente alla protesta di singoli cittadini. Le ingombranti barriere architettoniche (pali della luce di proprietà dell'Enel piantati nel bel mezzo dei marciapiedi), nonché l'avanzato stato di deterioramento dei marciapiedi (pavimentazione divelta e priva di scivoli), dell'asfalto e dell'illuminazione pubblica hanno fatto si che viale Aldo Moro diventasse "territorio offlimits" per chi, quotidianamente, deve percorrere centinaia di metri con la carrozzella immerso nel traffico delle auto. Barriere architettoniche che dovrebbero "sparire" almeno su uno dei due marciapiedi che costeggiano il viale.

I TEMPI previsti del Comune per l'avvio della riqualificazione di viale Aldo Moro dovrebbero essere stretti. Compatibilmente al periodo tecnico previsto per la pubblicazione del bando di gara e il successivo affidamento dei lavori, lo start up potrebbe esserci ad inizio anno nuovo. L'intero progetto sarà finanziati con fondi di bilancio comunale. 

L'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI, Michele Pennelli, non nasconde la propria soddisfazione per l'obiettivo raggiunto: «tempo fa avevo preso pubblicamente l'impegno per la sistemazione di viale Aldo Moro. Oggi, grazie all'impegno di tutta la maggioranza di governo cittadino, della giunta e degli uffici comunali, siamo riusciti ad approvare un'opera che i cittadini attendevano da diverso tempo. Viale Aldo Moro è tra le arterie viarie più importanti della nostra città. È l'ingresso ad ovest che porta al centro abitato, visibile e transitato da chi raggiunge San Giovanni Rotondo dall'autostrada, pellegrini, turisti e pendolari. Una ulteriore operazione -chiosa Pennelli- che contribuirà ad una migliore vivibilità e, al pari di altri interventi già realizzati, a migliorare il decoro della città».

Zanne di elefante e pelli di ghepardo in chiesa

Alcuni sacerdoti hanno scoperto all'interno dei magazzini della Curia Provinciale di Foggia, scatoloni con zanne d'avorio di elefante africano, carapaci di tartarughe di mare di grosse dimensioni, pelli di boa, pelle di ghepardo, scorpioni e ragni in vetro tutti risalenti probabilmente agli anni '60.

Gli esemplari, del valore commerciale di circa 50mila euro, erano stati esposti, a San Giovanni Rotondo, in una mostra dedicata alle missioni in Ciad. La Curia provinciale di Foggia stava esponendo materiale proibito e protetto dalla convenzione di Washinghton, che regola il commercio e la detenzione di esemplari protetti in via di estinzione, sia vivi che morti, ed anche parti di animali morti. 
La detenzione di quanto ritrovato dai sacerdoti di Foggia deve essere autorizzata da certificazioni rilasciate dal Corpo forestale dello Stato sulla base di documentazione che ne attesti la legale acquisizione. Pertanto gli agenti del Cites di Bari hanno provveduto al sequestro, affidando gli esemplari ad una struttura della Forestale di Martina Franca (Taranto) per essere utilizzato a scopo didattico, in attesa della destinazione definitiva del giudice.

7 novembre 2013

Ricerca Trivago, San Giovanni Rotondo città più economica d'Italia

Per "Trivago" San Giovanni Rotondo è la città con il miglior rapporto qualità-prezzo. Il portale europeo di ricerca e confronto prezzi di hotel gratuito, ha stilato per la prima volta la classifica delle città mondiali con il miglior rapporto qualità-prezzo, dove bellezza e particolarità della meta coincidono con la possibilità di spendere meno di 100 euro a notte.


Al primo posto Aït Benhaddou in Marocco che si aggiudica lo scettro della classifica "Top 100 Best Value Index". L'unica meta "made in Italy" presente tra le prime 100 nella classifica internazionale è San Giovanni Rotondo. La città di san Pio si piazza alla 35esima posizione con un indice del 96,02 per cento e un prezzo medio di 67 euro a notte.

Dopo San Giovanni Rotondo, seconda in classifica tra le mete nazionali c'è Pompei, seguita da Mantova. Lecce è in quarta posizione.

Lo studio di trivago ha preso in considerazione tutte le destinazioni di grande attrazione turistica presenti sul sito, basandosi sull'incrocio tra prezzo medio a notte in camera doppia standard e reputazione complessiva degli alberghi fornita da oltre 82 milioni di recensioni su più di 200 siti di prenotazione online.
ilfattodelgargano.it

6 novembre 2013

Checco Zalone il "cannibale"

Boom di incassi per “Sole a Catinelle”. In due giorni staccati oltre 1 milioni di ticket ai botteghini dei cinema italiani, pari a 7 milioni e mezzo di euro.

Frantumato il record di “Che Bella Giornata” che, al secondo giorno dall’uscita ufficiale del film, aveva incassato 4 milioni di euro.
Il nuovo lavoro dell’attore pugliese sta rispettando a pieno le aspettative dei produttori. Gli esperti sostengono che il film di Checco Zalone ha «trascinato nelle sale cinematografiche un pubblico eterogeneo, prevalentemente giovanile e destinato ad aumentare nei prossimi giorni».
Ben 1200 le copie messe a disposizione delle sale italiane. Il film inizia con una promessa di papà Checco al figlio Nicolò: «se sarai promosso con tutti dieci papà ti regalerà una vacanza da sogno». Niente di male fino a quando arriva la pagella perfetta e Checco, in crisi con il suo lavoro di venditore di aspirapolvere e senza nessuna entrata, deve mantenere la promessa.
Iniziano così le avventure alla ricerca del denaro necessario e Checco, partito verso il Molise dove avrebbe dovuto vendere elettrodomestici in alcuni paesi, si ritrova a casa di una ricca donna (Zoe) la quale ha un figlio della stessa età di Nicolò, Lorenzo. I due ragazzini diventeranno molto amici e Nicolò entrerà nel magico mondo di feste private, piscine da sogno, campi da golf e gite nei posti più esclusivi.

San Marco in Lamis, preoccupa la presenza dei topi

Siamo nel 2013, eppure San Marco in Lamis ed i suoi abitanti devono ancora fare i conti con i problemi del medioevo. Il riferimento è alla presenza sempre più massiccia di topi a zonzo per il paese.


Ormai si vedono dappertutto: la scorsa domenica un grosso esemplare (una zoccola “station wagon”) giaceva senza vita sul viale principale del paese, mentre negli ultimi giorni è sempre più frequente vederli sfrecciare nei pressi dei cassonetti o tra cunette, caditoie e marciapiedi. Un problema purtroppo annoso cui nessuna amministrazione è riuscita a porre rimedio. Stesso dicasi per le diverse ditte di igiene urbana avvicendatesi nel corso degli anni. Le stesse che dovevano portare San Marco a percentuali di raccolta differenziata da capogiro (settembre, ultimo dato disponibile: 7,48%). Promesse miseramente fallite al costo di oltre un milione di euro annui, pari al costo del servizio, deludente, scusate l’eufemismo, su tutti i fronti.
E gli avvistamenti sono anche diurni, nei pressi delle scuole e degli uffici pubblici. «Sono rimasta scioccata – ha spiegato una residente di Via Dante Alighieri – alla vista di un topo passeggiare indisturbato sul mio balcone. Da quel giorno vivo praticamente sigillata in casa».
Considerando che il fenomeno ultimamente sembra essersi esteso in modo preoccupante, sarebbe opportuno che l'intervento delle istituzioni avvenga prima possibile, onde prevenire ulteriori problemi, anche di carattere sanitario.
 Antonio Ciavarella (www.sanmarcoinlamis.eu)

1 novembre 2013

Nasce il “Fatto del Gargano”

Si arricchisce l’offerta informativa sul territorio

E’ nata una nuova voce nel variegato panorama dell’informazione locale: il “Fatto del Gargano”, un nuovo sito di informazione che da oggi è on line con notizie, interviste e inchieste riguardanti il Gargano.
Non saremo né buoni né cattivi”dichiara la redazione -. “Toccheremo i ‘nervi scoperti’ di argomenti importanti quali la pubblica amministrazione, la politica e la cronaca”.
Il Fatto del Gargano è raggiungibile al seguente indirizzo: www.ilfattodelgargano.it 
Fanno parte della redazione i colleghi Michele Gemma e Gennaro Tedesco.
La sezione cultura sarà curata da Maria Antonia Di Maggio con la collaborazione di  Toni Augello. 
Dalla Blog di Michelangelo Nardella l’augurio di un proficuo lavoro a tutta la redazione del Fatto del Gargano per questa nuova avventura editoriale.