30 marzo 2014

I Picciotti Democristiani, sono bugiardi fino al midollo.

Sentire nella tv di regime, proclamare da Delrio che "finalmente un sola camera approverà più in fretta le leggi perché un sistema bicamerale è troppo lento", fa rabbrividire ma considerato che in Parlamento si lavora solo su decreti leggi emanati dal Governo e non disegni di legge parlamentari, comprendete la dittatura governativa che vogliono realizzare. Il Governo decide e UNA sola camera ratifica molto più in fretta, questo il loro progetto.
In fondo è già così ma gli scoccia parecchio che al Senato si correggano errori della Camera e viceversa.
 
 

UN GESTO CONCRETO CONTRO LA CORRUZIONE


Papa Francesco, visto che vuoi fare la lotta alla corruzione, tira fuori i nomi dei titolari dei conti Enimont che sono nella banca del Vaticano! È un appello provocatorio quello lanciato da Antonio Di Pietro, ex magistrato di Mani Pulite, intervenuto oggi a Sesto San Giovanni al primo seminario per ispettori volontari organizzato da CosaPubblica il movimento anticorruzione di Piero Di Caterina.
Un provocazione che ha ravvivato un intervento nel quale l'ex magistrato ha illustrato quelli che potrebbero essere gli strumenti per la lotta alla corruzione, quelli che i vari Governi non gli hanno mai fatto realizzare perché non ne avevano interesse: la clausola di non punibilità per chi denuncia prima, la prescrizione solo per le indagini e non per il processo, il reato di autoriciclaggio.
«Oggi è stato commesso un delitto - ha ribattuto Piero Di Caterina l'imprenditore che ha denunciato il Sistema Sesto - un magistrato con questa grinta non doveva fare il politico!»

Curriculm Per La Canditatura Europee Michele De Cristofaro

Michele De Cristofaro
san giovanni rotondo
30 anni
Professione: Disoccupato
Titolo di studio: LAUREA IN SCIENZE INTERNAZIONALI E DIPLOMATICHE
Pagine personali
Curriculum Vitae:
De Cristofaro Michele
San Giovanni Rotondo
michele198203@msn.com decristofaro.michele@alice.it
Data di nascita 03/04/1982
Stato civile: Coniugato
ESPERIENZA PROFESSIONALE
08 giugno 2009–27 luglio 2009 Tirocinio
Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo Via A. Moro, 9, 71013 San Giovanni Rotondo
attività di sportello
back office
operatore fidi "fase istruttoria
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Luglio 2001
Diploma di ragioniere e perito commerciale indirizzo IGEA
Diploma di scuola superiore
istituto tecnico commerciale statale di San Giovanni Rotondo
Competenze giuridiche economiche aziendali
24 OTT. 08
laurea di primo livello in Scienze internazionali e diplomatiche
Laurea triennale
Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, facoltà di Scienze Politiche "R. Ruffilli" di Forlì
Nella mia tesi di laurea, in Storia dell'integrazione europea ho analizzato la Conferenza di Barcellona e il partenariato euro-mediterraneo.
06/11/2008–25/11/2009
Master di Primo Livello in Diritto delle Banche, dei Mercati finanziari e delle assicurazioni
Università degli Studi di Foggia- Facoltà di Economia, Foggia
Diritto bancario, Diritto commerciale, Economia degli intermediari finanziari, Matematica finanziaria.
6 MAG. 09
Certificato ECDL
Test Center AICA- presso I.T.I.S. "L. Di Maggio", San Giovanni Rotondo
Uso del computer, Word, Excel, Power Point, Database, Internet, Posta elettronica
11 OTT. 11–15 OTT. 11
Attestato di partecipazione Master in Europrogettazione
Associazione culturale "EUROGIOVANI CENTRORICERCHE E STUDI EUROPEI" -BOLOGNA, FOGGIA
Alta Formazione specialistica sulle metodologie e sulle tecniche di progettazione comunitaria, con l'obiettivo di migliorare la capacità di partecipazione, comprensione e successo ai bandi di finanziamento europei.
Competenze linguistiche
Inglese
Francese
Competenze comunicative
Spirito di gruppo;
Buona capacità di adeguarsi ad ambienti multiculturale;
Competenze organizzative e gestionali
Senso dell'organizzazione
Competenze informatiche
Buona conoscenza di Microsoft Office™ (Word™, Excel™, PowerPoint™,Database™);
Patente di guida
B
ULTERIORI INFORMAZIONI
Donatore di sangue presso la sezione AVIS di San Giovanni Rotondo dal 2000
Sono iscritto al Meetup "San Giovanni Rotondo 5 Stelle" di cui sono stato organizer dal 2012 al 2013. Insieme agli attivisti di San Giovanni Rotondo ho partecipato a numerosi banchetti e iniziative nazionali e locali. il 1° Dicembre 2013 c'ero anch'io a Genova al 3° V-Day.
Dichiarazione di intenti per il parlamento:
Vorrei rappresentare con onestà e determinazione il Movimento nel Parlamento europeo. Rispetto lo "Statuto" e approvo pienamente i "7 punti per l'Europa". Qualora mi fosse data la fiducia e riuscissi a diventare un rappresentante del Movimento, mi impegnerei ad intraprendere tutte le azioni possibili per realizzare l'intero programma.
 Il nostro attivista di San Giovanni Rotondo candidato alle selezioni per l' Europee 2014 nel Movimento 5 stelle. Attenzione leggere attentamente il curriculum !!!! Grazie.

26 marzo 2014

Nel Movimento non di candidi, ma ti candidano gli altri.

Stamattina come migliaia di persone ho rivevuto la mail per la candidatura alle nostre primarie interne per le elezioni Europee..HO CLICCATO " MI CANDIDO".

Questa breve nota solo per dire che la candidatura quando nel mio caso e nel caso di molti attivisti e la fine di un percorso di attivismo..non deve essere vista negativamente, ma positivamente.

Quando ricevi mail di candidature di questo tipo significa che stai per partire in guerra una guerra senza esclusioni di colpi contro il sistema e contro le caste ed interessi vari....le stesse che combatto per ideologia da 6 anni con il Movimento 5 stelle.

La mia candidatura ha un senso logico soltanto se' c'e chi apprezza l'attivismo e gli sforzi fatti in tutti questi anni nel bene e nel male...con il M5S. La mia candidatura ha un senso se i gruppi e gli attivisti siano uniti sulle persone che meritano la loro fiducia e nella mia persona.

Per tale ragione per quanto mi riguarda se non ci saranno le condizioni di essere UNITI il sottoscritto RITIRERA' la propria candidatura. Non ho nessuna intenzione di candidarmi a tutti i costi..questo deve essere chiaro, per fortuna ho anche un lavoro che mi da molte soddisfazioni. Non crediate che sia semplice... chi crede questo commette un grave errore. Per questo motivo ho accettato la candidatura perche credo nell'attivismo delle persone come me ..e nella voglia di cambiamento e nella rivoluzione culturale che dobbiamo compiere ..tutti insieme NESSUNO ESCLUSO.

In caso contrario io saro' sempre con voi in mezzo a voi, sempre in prima linea.

Tutti insieme possiamo farcela !!!!

Diffamazione a mezzo Facebook

Avevamo affrontato, in un precedente post (consultabile cliccando qui), il tema della diffamazione a mezzo Internet, affrontando, in quella sede, proprio la questione della diffamazione operata sul Social Network più popolare in assoluto: Facebook. A distanza di 20 giorni dalla pubblicazione di questo nostro post, la Corte di Cassazione torna sull’argomento, sancendo come offendere la reputazione su facebook è da considerarsi reato di diffamazione.
Con sentenza del 24 marzo 2014, n. 13604, infatti, la Corte di cassazione ha stabilito che la pubblicazione e diffusione su Facebook di contenuti che offendono l’onore e la reputazione di un utente integrano responsabilità da fatto illecito, da cui deriva l’obbligo di risarcimento economico del conseguente danno morale. La novità della sentenza è, soprattutto, quello di aver anche sancito che non è necessario indicare nome e cognome della persona a cui è rivolta un’allusione offensiva: se la “vittima” è facilmente individuabile e la frase incriminata è postata sul proprio o l’altrui stato di Facebook o in commento a qualche altro post, scatta ugualmente il reato di diffamazione. Screditare le persone su Facebook, anche senza indicare il nome, può comportare il rischio di una querela se si capisce chiaramente di chi si parla: la semplice allusione, infatti, può integrare il reato.
E’ bene, quindi, stare sempre attenti. Se, infatti, il riferimento alla vittima contenuto nel post diffamatorio non dovesse essere chiaro e immediato, si può passare dalla ragione al torto e rischiare una controquerela per calunnia. Fino ad oggi vi era stata una sentenza del Tribunale di Monza (Sent. n.770/2010) che aveva affermato, sostanzialmente, lo stesso principio secondo il quale <<la pubblicazione e diffusione su Facebook di contenuti che offendono l’onore, la reputazione e il decoro di un utente integrano responsabilità da fatto illecito, da cui deriva l’obbligo di risarcimento del conseguente danno morale>>.
Se il post incriminato viene cancellato non tutto è perduto e la possibilità di far valere i propri diritti in Tribunale può trovare strade alternative. Possiamo distinguere due ipotesi.

 La prima è quella in cui il destinatario del post non sia stato tanto avveduto dal fare, prima
 della cancellazione, una stampa, uno screenshot o una fotografia della pagina in cui era visibile il suddetto testo. In questo caso, l’unico modo per ricostruire la realtà storica di quanto avvenuto è quella di avvalersi di uno o più testimoni che potranno dichiarare quanto hanno visto, specificando nella maniera più dettagliata possibile il contenuto del testo ed il suo autore.

Un secondo modo per poter giungere ad una dichiarazione di responsabilità penale nei confronti di chi ha pubblicato il post offensivo è, come si diceva prima, quello di creare immediatamente una riproduzione meccanica del testo prima che lo stesso venga cancellato dal suo autore o da Facebook stesso in caso di nostra segnalazione. La riproduzione potrebbe avvenire facendo una “stampa” della pagina Facebook, magari conservando della stessa un file in .jpeg o in .pdf con uno “screenshot”, o ancora facendo una fotografia della pagina visualizzata dal proprio computer.  In questi casi, la vittima avrà una prova ulteriore da utilizzare in processo.
La legge considera riproduzioni meccaniche le riproduzioni fotografiche, cinematografiche, le videoregistrazioni. Vi rientrano anche, secondo consolidata giurisprudenza, i documenti informatici privi di firma digitale. Le riproduzioni e le registrazioni possono essere formate su qualsiasi supporto materiale come, ad esempio, fogli di carta, cd, dvd, o altri supporti come penne usb e sono rilevanti ai fini del processo soltanto quando sono relative a comportamenti utili alla risoluzione della controversia.

Secondo un pacifico principio giurisprudenziale, inoltre, le riproduzioni meccaniche, proprio per via delle modalità della loro formazione al di fuori del processo e, quindi, senza le garanzie dello stesso, fanno piena prova delle cose e dei fatti in esse rappresentati fino a disconoscimento della loro conformità ai fatti. In pratica, la controparte autrice del testo potrebbe contestare, ad esempio, che le conversazioni o le dichiarazioni contenute in una registrazione audio siano realmente avvenute o, magari, che l’immagine riprodotta in stampa sia il frutto di un fotomontaggio, o che il post sia rimasto pubblicato solo per poche frazioni di secondo. In ogni caso, tale disconoscimento, effettuato dal reo deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito, con allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta. In pratica chi contesta la riproduzione meccanica deve anche dare delle valide motivazioni per cui effettua tale disconoscimento.

Diffamazione a mezzo Internet

Nel diritto penale italiano la diffamazione è disciplinato dall’art. 595 del Codice Penale, che recita testualmente:
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della
multa non inferiore a euro 516.
Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate”.
Prevalente dottrina e giurisprudenza ritengono che la sola circostanza aggravante che possa configurarsi, nell’ambito delle trasmissioni telematiche, sia quella prevista dall’articolo 593 c. 3 c.p. quando vi sia un numero più ampio di destinatari. Nulla quaestio sul momento consumativo del reato di diffamazione a mezzo e-mail in quanto, qualora altri accedano alla casella di posta elettronica, e leggano il messaggio offensivo, non si ravviserà nel mittente il dolo della comunicazione con più persone.
Giova considerare che, se nel caso di ingiuria, oltre all’ammissione e messa a disposizione in rete di dati offensivi si richiede pacificamente che essi siano indirizzati ad uno specifico destinatario, pur se non effettivamente percepiti, non altrettanto scontata è la soluzione con riferimento alla diffamazione on-line.
Per una prima impostazione, la stessa deve ritenersi commessa mediante la semplice immissione dei messaggi offensivi in un determinato sito web, reputandosi sufficienti la diffusione ed il mantenimento in rete dei dati offensivi in tal modo resi disponibili ad un pubblico determinato.
A nulla rileva che la loro effettiva percezione resti subordinata all’iniziativa volontaria dei destinatari indeterminati (ad esempio nei casi di procedure di accesso al sito mediante login di lettura) ciò valendo, del resto, anche nell’ipotesi classica della lettura di un giornale contenente un articolo diffamatorio o della visione di un programma televisivo ad analogo contenuto: anche in questi casi l’effettiva percezione è legata ad un’azione volontaria di ogni singolo destinatario (apertura del giornale, sintonizzazione dell’apparecchio,…). Di qui l’individuazione del momento consumativo del reato nell’instaurazione di una relazione comunicativa con una pluralità di persone diversi dal soggetto passivo.
Con l’immissione ed il mantenimento dei dati in rete, può dirsi posto in essere dall’agente tutto quanto in suo potere per instaurare detta relazione; l’effettiva conoscenza da parte dei destinatari non condiziona la rilevanza penale della condotta così posta in essere, ma resta al di fuori del thema probandum. La tesi qui ricondotta permette di configurare la diffamazione tra i reati di mera condotta.
Di diverso avviso la Cassazione che, occupandosi proprio di diffamazione on-line, ha dato viceversa risalto al momento dell’effettiva percezione dei dati immessi in rete, sia pure ai fini dell’individuazione del locus commissi delicti. La Suprema Corte ha ribadito che il reato di diffamazione è un reato di evento, sebbene non propriamente fisico, ma definito <<psicologico, consistente nella percezione da parte del terzo (rectius dei terzi) dell’espressione offensiva>>. Da tale premessa i Giudici del Supremo Consesso deducono che il momento consumativo sia da identificare all’atto della percezione altrui e non nel momento della immissione in rete che non esaurisce il completo disvalore dell’illecito.
Nel caso in cui l’offesa venga arrecata tramite internet, l’evento appare temporalmente differenziato dalla condotta. In un primo momento si avrà l’inserimento in rete, da parte dell’agente, di scritti e/o immagini offensive e, solo in un secondo momento (a distanza di secondi, minuti, ore o giorni) i terzi, connettendosi al sito e percependo il messaggio, consentiranno la verificazione dell’evento.
Una volta che il messaggio è stato, presuntivamente o concretamente, letto  anche nel territorio nazionale si radica la competenza del giudice nazionale, chiamato ad occuparsi del procedimento, al di là di dove il documento informatico sia stato confezionato e diramato attraverso la rete. E’ questa la conseguenza di Internet che vive in un mondo virtuale, privo di spazialità ma che non crea, ad avviso della Corte, nessun vuoto legislativo nell’articolo 6 c.p.
Parliamo adesso del reato con riferimento specifico ai Social Network, oggi strumento di comunicazione per eccellenza, dove il più utilizzato al mondo è di sicuro Facebook.
Le condotte che possono generare diffamazione sono molteplici e la giurisprudenza ha provveduto a rimediare con le massime punizioni nei confronti di coloro che incorrono nel reato sopra menzionato. Le statistiche giuridiche mostrano come la diffamazione sia diventata, soprattutto su Facebook, un reato ricorrente.
Sono svariate le persone che ricorrono ai social network per esporre i propri pensieri contraddittori o insulti nei confronti di qualcuno.
Le questioni religiose e di politica costituiscono il campo nel quale l’espressione del proprio pensiero sfora i limiti del rispetto di quello altrui, e anche la pubblicazione di foto di amici in atteggiamenti imbarazzanti o qualche battuta in più costituiscono reato.
I Social Network non possono essere considerati mezzi di informazione e, di conseguenza, chi insulta o discrimina la personalità altrui o ancora l’aspetto e l’ideologia altrui non può invocare a sua discolpa il diritto di cronaca e di critica.
Molti credono che il diritto di critica sia qualcosa di indipendente dall’attività giornalistica e spetterebbe a chiunque, anche all’utente di Facebook.
Molti utenti dei Social Network utilizzano con leggerezza e imprudenza l’esercizio del proprio diritto di espressione, come se non riuscissero a percepire una delimitazione tra quello che è legale e quello che non lo è, senza dare importanza ai comportamenti antigiuridici perché compiuti in un ambiente virtuale.
Costituisce un precedente la sentenza del Giudice per le Udienze Preliminari di Livorno del 31 dicembre 2012 n. 38912, con la quale fu confermata la potenzialità lesiva di Facebook.
Un ex dipendente di un centro estetico licenziato secondo lui in modo ingiusto, aveva pubblicato sulla propria bacheca dei post offensivi dal contenuto volgare e dai toni denigratori nei confronti della professionalità del centro estetico, con il consiglio di non frequentarlo.
Nella sentenza si legge che il comportamento in questione integra gli elementi del reato di diffamazione, ricorrendo gli elementi tipici dello stesso. Si deve sottolineare che l’utilizzo di Internet comporta l’applicazione di una aggravante, quella dell’offesa recata con un mezzo di pubblicità, con conseguente previsione di una pena più severa.
L’aggravante è dovuta all’elevata diffusione del messaggio, che consegue all’uso di mezzi di comunicazione di massa, caratterizzati dalla immediatezza del danno sociale provocato dal comportamento.
Essendo possibile fruire, attraverso Facebook, di alcuni servizi di condivisione e pubblicazione di testi, è l’utente stesso a impostare i diversi livelli di condivisione delle informazioni che pubblica, ed è direttamente imputabile per avere divulgato il messaggio al pubblico.

21 marzo 2014

Renzi : “Gli 80 euro in piu’ in busta paga non li andiamo a prendere ai pensionati o ai disabili”.

–RENZI: 80 EURO NON LI PRENDIAMO NÈ A PENSIONATI NÈ A DISABILI(DIRE) Roma, 21 mar. – “Gli 80 euro in piu’ in busta paga non li andiamo a prendere ai pensionati o ai disabili”. Lo dice il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Bruxelles.(Lum/ Dire) 14:48 21.03.14

DISABILITA’ : RENZI, NON SARANNO TOCCATE INDENNITA’ E PENSIONI

DISABILITA’. RENZI: NON SARANNO TOCCATE INDENNITÀ E PENSIONIIl premier dopo il summit dei leader Ue a Bruxelles rassicura: “Andremo ad aggredire solo l’area della falsa invalidita’”. E annuncia che fra le priorita’ del semestre di presidenza italiana ci saranno l’immigrazione e la disoccupazione giovanile (RED.SOC.) BRUXELLES – Non saranno toccate le indennita’ di accompagnamento e le pensioni dei disabili.A dare queste rassicurazioni il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando ai giornalisti dopo il summit dei leader UE tenutosi ieri e oggi a Bruxelles.E sulla spending review, Renzi ha detto di essere soddisfatto dalle analisi tecniche del commissario Cottarelli, ma meno del modo in cui sono stati presentati i risultati.Su alcune cose non sono molto convinto”, ha dichiarato il premier. “L’idea di andare a chiedere un contributo a chi guadagna il giusto con una pensione di duemila euro, ad esempio, non mi trova favorevole. Diverso e’ chiedere un sacrificio alle vere pensioni d’oro, quelle chesso’ di duecentomila euro all’anno. Gli ottanta euro che andremo a dare in busta paga ai lavoratori non li chiederemo ai pensionati.Per i disabili - ha aggiunto Renzi – non agiremo su pensioni o indennita’ di accompagnamento, ma andremo a combattere le forme di scostamento fra la media delle persone con disabilita’ a livello nazionale e idisabili riconosciuti in alcune zone del paese. In pratica, andremo ad aggredire l’area della falsa invalidita’. Peraltro se si guardano i numeri sono assolutamente non qualificanti sui trentadue miliardi complessivi della review.Ci sono invece dei settori su cui si puo’ fare ancora di piu’ rispetto a quello che dice Cottarelli”, ha spiegato il premier: “ad esempio per quel che riguarda i beni e i servizi della pubblica amministrazione. Abbiamo decine di centri d’acquisto in Italia, ciascuna istituzione si fa il suo centro d’acquisto e su questo si puo’ risparmiare. Confermo anche i tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici. per quanto riguarda le forze armate, bisogna spiegare bene le cose: noi abbiamo un rapporto fra personale amministrativo e forze armate effettive di tre a uno, maggiore a quello di Israele, quindi ci sono margini di manovra per operare tagli in tal senso”.”L’Italia – ha continuato Renzi – spende piu’ per gli interessi sul debito che per scuola e universita’, e dobbiamo invertire la rotta”. Il premier ha inoltre annunciato che fra le priorita’ del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, ci saranno l’immigrazione e la lotta alla disoccupazione giovanile (a quest’ultimo tema sara’ dedicato un vertice che si terra’ a luglio a Torino).Sulla gestione dei flussi migratori, Renzi ha sottolineato “l’importanza del lavoro delle forze italiane che nell’operazione mare nostrum hanno salvato piu’ di quattromila persone”.Nel vertice Ue Africa del 2 e 3 aprile prossimi, secondo Renzi, sara’ fondamentale che l’Unione Europea dia priorita’ al tema dei flussi migratori. “C’e’ stata una piena unita’ di intenti fra noi e i nostri colleghi dei paesi del Mediterraneo”, ha detto Renzi, che poi ha chiosato: “per me il Mediterraneo e’ assolutamente centrale nella nostra politica estera, e deve essere considerato il cuore dell’Europa e non la frontiera„ il centro e non il limite, un luogo da vivere e non una diga da innalzare”.(Maurizio Molinari) (www.redattoresociale.it) 18:04 21-03-14

Il Ministro del Lavoro Poletti afferma: “Taglieremo le false pensioni di invalidità”

Il nuovo Governo targato Matteo Renzi non prevede tagli sulle pensioni, ma ci sono novità sul versante delle false pensioni di invalidità che, a detta del Ministero del Lavoro Poletti, verranno tartassate con interventi e programmi drastici.

Ecco le ultime dichiarazioni del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rilasciate in un’intervista del TG2: ”Il governo non prevede tagli alle pensioni o nuovi innalzamenti dell’età pensionabile ma ha in programma un intervento drastico”.
Per quanto riguarda il tema delle pensioni superiori a 2500 euro Poletti afferma: “Il presidente del Consiglio ha già affermato esplicitamente che non ci saranno tagli. E sull’età pensionabile non ci sono interventi in programma – ha ricordato il ministro del Lavoro. In questo momento è previsto un intervento contro l’abuso delle false pensioni di invalidità, interverremo drasticamente per tagliarle“.
 Infine un’accenno sul tema stabilizzazione: “Già oggi il 70% degli avviamenti al lavoro avviene con contratti a termine. Noi pensiamo che sia necessario dare più opportunità e anche più stabilizzazione. I numeri ci diranno se la nostra idea è migliore e se lo sarà la confermeremo, diversamente siamo pronti a discuterne e a cambiare”.
Chi è Poletti? Giuliano Poletti, nato a Imola il 19 novembre 1951, è un politico italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali della Repubblica Italiana nel Governo Renzi.
Dal 1992 al 2000 è stato presidente di Efeso (Ente di formazione della Legacoop Emilia-Romagna), quindi, fino al settembre 2000, è presidente della Legacoop di Imola, poi presidente della Legacoop Regionale Emilia-Romagna e vicepresidente Legacoop Nazionale; Dal 2002 è presidente di Legacoop Nazionale; Nel 2013 diviene presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane; Infine nel 2014 Ministro del Lavoro.

19 marzo 2014

Vogliamo Beppe Grillo in visita a Papa Francesco

MERAVIGLIOSO unico possibile nostro salvatore, GRILLO, prima che la nostra rabbia, oramai trasformata in puro odio, sfoci con le nostre armi da tempo pronte in piazza per rendere giustizia a tutti noi contro i criminali assassini devastatori del popolo italiano che dettano con insistenza la loro arroganza stupratrice dei nostri figli.
Continuano distruggendoci e violentandoci quotidianamente da decenni sino ad averci reso disposti al martirio per riprenderci la nostra dignita’ defraudataci per raggiungere l’utopica riappropriazione delle nostre vite e del nostro paese con l’aiuto divino di DIO.
TI CHIEDO (TI CHIEDIAMO se tutti noi/voi del m5s concordate alla mia disperata proposta) di giocarci a mio avviso l’unica possibilita’ rimastaci prima della catastrofe sopra annunciata ovvero che TU ESIMIO GRILLO nostro unico portavoce organizzi in forma del tutto privata un incontro tra due uomini che possono cambiare ed aprire gli occhi all’opinione pubblica MONDIALE

L’INCONTRO PRIVATO TUO E DEL NUOVO PAPA FRANCESCO : un uomo prima di essere papa che sembra onesto e casto, sembra proprio che possa appartenere al M5S. Chissà se il grande uomo Papa non ritenga di stare dalla nostra parte.

Chissà che la sua forza possa scagliarsi contro L’AVVENTO DELL’ANTICRISTO cioe’i PUTRIDI PARTITI MAFIOSI.
Chissà se la chiesa con il nuovo papa possa ricostituire un’etica cristiana totalmente perduta. Sarei fiero da agnostico quale io sono di scoprirmi fieramente di essere un grillino cattolico.
PROVIAMOCI,E SE SIETE D’ACCORDO TUTTI INSIEME CHIEDIAMO AIUTO AL PAPA TU BEPPE NON PUOI FARE DI PIU’DI QUEL VERO MIRACOLO CHE HAI COMPIUTO,DOVREBBERO SANTIFICARTI TI AMIAMO MA ORA CI SERVE AIUTO E IL PAPA SE D’ACCORDO PUO’FARE MOLTO,CHIEDIAMOLO TUTTI IN MASSA AL PAPA DI AIUTARE L’UMANITA’

12 marzo 2014

Un' Consigliere Comunale hai Fatto la sui Battagli in Consiglio per le Dirette Web del Consigli è Giudice di Pace

Grande i Capogruppo Agire Insieme nel consigliere comunale Antonio Cappucci per queste due battaglie ieri in consiglio comunale una per dirette web è wiki nel aula poi latra è per Giudice di Pace.
Antonio e un avvocato lui di magistratura capisce meglio del altri consiglieri comunale e denunce in consigli contro lo stato da abbattono del nostra città.
Il nostro Movimento no vuole alleanze questi partitini che porta i vecchio rame.
Un Gradi da tutti gli attivisti del Movimento Icittadini di San Giovanni Rotondo

3 marzo 2014

Attacchi Contro la Mia Personalità

Io no fatto nomi e cognomi lui amico Boldrini a me ma chiamato  scupatore tanto giovedi vado in commissione giustizia per la camera dei deputati.