29 aprile 2014

Santangelo: Grazie al #M5S tutti i cittadini sono diventati partecipi del loro destino

Grazie al M5S tutti i cittadini sono diventati partecipi del loro destino. Dall’indifferenza si è passati ad un interesse che va al di là dell’immaginario. E questa è storia!!
Mi viene in mente un piccolo episodio che mi raccontò mia sorella su mia madre, che mi fece sul momento sorridere, ma in seguito, riflettere molto. Una mattina la chiamò e dal tono della voce capì che qualcosa non andava, era incavolata. Le chiese il motivo. 
La sua risposta: “su nna finiscinu di riri fissarie na televisione, ci tiru na scarpa e la rumpu!!!!!!”
(Traduzione: se in TV non smettono di dire fesserie, tiro una scarpa e la rompo).
La Boldrini la segnalerebbe subito come potenziale ‘stupratrice, senza considerare che si tratta di una signora della veneranda età di quasi 80 anni, ho pensato!
L’episodio in sé è divertente, ma se riflettiamo un po’, colpisce il fatto che ad assumere questo comportamento sia stata una persona di una certa età che da quando c’è il M5S ha voluto imparare ad utilizzare internet per tenersi informata su quanto succede in Parlamento e delle bugie che senza dignità i media divulgano!
È proprio vero, ciò che era impensabile fino a qualche tempo fa, adesso grazie al M5S, è diventato realtà!!! ‪#‎vinciamonoi‬

Senatore Sanangelo M5S

28 aprile 2014

Pina Picierno la nuova politica del PD in Europa? Siamo rovinati!

Quando la comunicazione deve coprire la realtà dei fatti la retorica è l’unica arma a disposizione.
Capisco che dopo aver elemosinato favori a capi e capetti della vecchia guardia, con tesi di laurea dedicate a Ciriaco De Mita e posti in prima fila con Walter Veltroni e Dario Franceschini, diventa difficile sviluppare un senso critico ed una visione del futuro libera dalla riconoscenza che si deve a chi ha agevolato una carriera da vecchio politicante.
Ricordo che durante lo spazzatour conobbi la Picierno grazie alle sue prime dichiarazioni sui quotidiani in cui attaccò il MoVimento 5 Stelle e non chi aveva, per 20 anni, riempito la nostra terra di rifiuti pericolosi, facendo accordi con la criminalità a spese della salute pubblica.
Ricordo bene che la nostra voglia di condividere questo problema con i cittadini campani fu chiamata “sensazionalismo grillino” mentre nessuna parola fu spesa per i Cosentino, i Bassolino e tutto il gruppo di potere che ancora oggi tiene la nostra regione sotto ricatto.
Mentre la Picierno va in tv a propagandare proposte di legge spot, per poi sconfessare accordi di civiltà come quelli sull’articolo 416 ter in combutta con il condannato Berlusconi, io sono in aula e nelle commissioni insieme ai miei compagni per inasprire le pene per i reati ambientali e lo scambio di voto politico-mafioso.
La coerenza in Italia per i partiti è ormai un lontano miraggio, la  responsabile nazionale PD della legalità non finisce neanche il mandato per cui è stata nominata e decide di dedicarsi a televisioni e stampa per difendere un’Europa ormai succube di finanza, banche e multinazionali.
Osservando la figure barbina che ha fatto durante il dibattito con la nostra Paola Taverna mi sentirei di stimolarla a partecipare con maggiore frequenza alle trasmissioni in TV ma da italiano mi sento preso in giro da questo modus operandi.
La Picierno è solo una faccia fresca che deve coprire un sistema che è ormai utile solo a conservare se stesso.
Ho letto che la Pinotti si è spesa per dare sostegno alla Deputata campana, consiglierei alla Ministra della Difesa di dedicare maggiore tempo al CISR (Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica) per offrire all’Italia tutte le verità seppellite negli ultimi 20 anni tra archivi e servizi segreti per liberare il nostro paese dai poteri forti. Magari si accorgerà che in tema di trasparenza il MoVimento 5 Stelle è una risorsa politica senza precedenti.
Manca solo una dichiarazione della Boldrini in cui mi si accusa di essere un “potenziale stupratore” della Picierno e possiamo chiudere democraticamente anche questo capitolo.
I sondaggi dei partiti pagati con i soldi dei cittadini hanno messo paura la coalizione dell’inciucio in Italia, si sta correndo ai ripari anche all’estero… in Europa ne vedremo delle belle.
Stanno alzando i toni con la complicità dei media con finti dossier su Gianroberto e continui attacchi a Beppe ed ora tocca a me ed ai miei Amici… io continuo nella mia missione di trasparenza e quando il tabellone della Camera sarà verde sulle nostre proposte cambieremo radicalmente questo Paese.
Ecco il vero motivo degli attacchi che sto subendo! ———>>clicca qui
 Angelo Tofalo M5S

LUIGI DI MAIO A STUDIO APERTO

Intervista di un minuto rilasciata a Studio Aperto da parte del deputato 5 Stelle Luigi Di Maio. I concetti ribaditi davanti alle telecamere Mediaset li aveva già resi noti pubblicando il seguente post su Facebook:

L'Italicum è spacciato. Ormai è chiaro che l'accordo tra Pd e Forza Italia salterà. Era una legge progettata per danneggiare il terzo. Ora la terza forza politica è uno di loro. C'è il rischio (per loro) che il Movimento 5 Stelle faccia il primo risultato alle europee. Berlusconi deve far saltare il banco delle riforme. Per indebolire il Governo Renzi e fregargli qualche voto (provare a fregarli a noi è inutile).

Il Governo Letta è finito dopo pochi mesi dal suo insediamento perché gli facemmo saltare le riforme costituzionali. Vi ricordate la pompa magna dei saggi? Poi grazie alla nostra battaglia sull'Art.138, saltò la porcata: spostammo di un mese la votazione in Aula, quando Berlusconi se ne era già andato, non garantendogli più i due terzi in Aula per evitare il referendum confermativo. A quel punto iniziarono le fibrillazioni del Quirinale. Poi il tracollo totale del Governo, colpevole di non poter giustificare più il motivo della rielezione di Napolitano: le riforme. (Io lo avevo dichiarato al Fatto Quotidiano a luglio 2013, in tempi non sospetti. Articolo di De Carolis "Di Maio: Letta cadrà sull'Art. 138".)

È tutta qui la storia. Napolitano si fece rieleggere Re...Presidente per tutelare i partiti a discapito del Movimento 5 Stelle (che proponeva Rodotà). Per salvare la faccia nel suo discorso di re-insediamento chiese ai partiti le riforme e la legge elettorale. I partiti allora fecero le larghe intese e scoprirono che anche con i due terzi dell'aula erano totalmente incapaci di fare alcunché. Letta venne silurato anche da Napolitano per ovvia incapacità.

Lo stesso sarà con Renzi. Napolitano ieri lo ha convocato per questo. Per farsi spiegare come mai riforme e legge elettorale si sono impantanate. Avranno sicuramente parlato di Movimento 5 Stelle e della paura per il nostro risultato alle Europee. Renzi gli avrà spiegato che non se la sente di rischiare con l'Italicum finché non sarà chiaro lo scenario elettorale.

Dall'altra parte Berlusconi sa già di essere spacciato, sarà terzo assoluto alle europee. Quindi sta sabotando le riforme (manifestando mal di pancia sul modello del Senato) e la legge elettorale (ieri ha dichiarato che ormai "è peggio del Porcellum") per indebolire Renzi. Berlusconi sa bene che dal Movimento 5 Stelle non si riescono a togliere voti (legge i sondaggi anche lui). L'unica speranza che ha è indebolire Renzi per succhiargli consensi.

In tutta questa storia il Movimento 5 Stelle è l'unico che appoggia delle vere riforme. Il Ddl Chiti farà risparmiare milioni di euro ai cittadini italiani riducendo il numero di parlamentari. A dimostrazione che votiamo le proposte degli altri partiti quando sono buone. Il ddl Chiti è del Pd. Se lo ritirano dimostrano la loro vera natura. Se lo lasciano abbiamo i numeri per farlo passare.

È incredibile che tutto si stia muovendo intorno a noi. Stiamo dettando l'agenda politica del Paese, semplicemente restando coerenti con noi stessi. Manca un mese alle elezioni. Ne vedremo delle belle.

Il Fiscal Compact ammazza l'Italia

Le cose importanti in Italia le decidono quattro gatti nelle loro segrete stanze senza coinvolgere i cittadini. Il 19 luglio 2012 con il governo di Rigor Montis, presidente del Consiglio non eletto da nessuno, fu approvata la condanna a morte del nostro Paese detta "Fiscal Compact". La solita parola inglese che dà spessore intellettuale a chi la usa e che non fa capire di che si tratta. Con il Fiscal Compact il nostro (?) Paese si è impegnato ad assestare il rapporto debito/Pil al 60% in linea con gli accordi di Maastricht del 1992. Allora l'Italia, che viaggiava al disopra del 100% di debito/Pil, fu esentata insieme al Belgio pur sapendo che l'obiettivo 60% era irrealizzabile. Nel 1992 era necessario che l'Italia entrasse nella UE e che in seguito adottasse l'euro. Ora la UE non può più fare sconti e il motivo è il nostro debito pubblico. In questi anni gli Stati europei hanno accumulato fino a 1.000 miliardi di titoli italiani, ora in discesa perché ricomprati dall'estero in quantità enormi dalle nostre banche con il meccanismo dell'LTRO, in cui prestiamo i soldi alla BCE che li presta alle banche italiane per ricomprare il nostro debito. Geni, si riportano la spazzatura a casa con i soldi dello Stato. A fine 2013 il rapporto debito/Pil ha raggiunto il 132,6%, il più alto dal 1990. Il rapporto ha un andamento quasi esponenziale, nel 2012 era del 127%. Il nostro debito pubblico marcia ad aumenti di 100/120 miliardi in più all'anno e ha superato i 2.100 miliardi e il Pil è caduto di nove punti dal 2008. Debito in salita verticale, discesa del Pil e aumento costante degli interessi sul debito. In questa situazione il Fiscal Compact, che taglierebbe la spesa pubblica dai 40 ai 50 miliardi all'anno per vent'anni in mancanza di una fortissima crescita, del tutto impossibile, è irrealistico. Consegnerebbe l'Italia alla miseria con tagli neppure immaginabili alla spesa sociale, dalla scuola alla sanità, e ucciderebbe ogni possibilità di ripresa. Il Fiscal Compact lo ha firmato il signor Rigor Montis e lo ha ratificato il parlamento delle larghe intese che lo ha sostenuto. Il Fiscal Compact lo paghino Berlusconi, il pdexmenoelle, Napolitano e Monti se vogliono. Il M5S lo cancellerà.

#VinciamoNoi

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Immagine: Beppe Grillo a Milano il 25 aprile 2014 con i candidati alle elezioni europee per il M5S

Qualche giornalista ci ha chiesto perché abbiamo usato "vinciamonoi" come nome del tour elettorale delle europee. La risposta è semplice quanto banale "Perché vinciamonoi". Si poteva anche battezzare il tour "perdonoloro", ma ci sembrava un inutile accanimento, un infierire su partiti in disgregazione che si affidano alle mancette elettorali di 80 euro e ai piagnistei televisivi di un anziano pregiudicato. Ieri a Milano i candidati alle europee si sono incontrati tra loro e con molti parlamentari del M5S. Il tour #VinciamoNoi li vedrà protagonisti nelle piazze d'Italia. Dobbiamo andare in Europa per cambiare l'Italia. Chiederemo (pretenderemo) l'abolizione del Fiscal Compact che dovrebbe sottrarre dai 40 ai 50 miliardi all'anno al bilancio dello Stato per vent'anni, in altri termini la distruzione dello Stato sociale, dalla Sanità alla scuola, e l'adozione degli eurobond per mettere a fattor comune i debiti nazionali, perché in una Comunità nessuno deve essere lasciato fallire (e perire) come è avvenuto per la Grecia. Se queste richieste non saranno accettate lanceremo a giugno un referendum per l'uscita dall'euro. In Europa per l'Italia. Vinciamonoi.

24 aprile 2014

Il pd contro il reddito di cittadinanza

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"Renzi(e, ndr) ribadisce ancora una volta con assoluto cinismo il suo netto NO al reddito di cittadinanza o al reddito minimo garantito dimostrando di non aver capito niente come al solito. Renzi(e, ndr) afferma: "sono contrario al reddito di cittadinanza perché non sono d'accordo sul fatto che crei posti di lavoro". Questa dichiarazione non fa altro che confermare l'assoluta inadeguatezza di Renzi(e, ndr), infatti, il reddito di cittadinanza o il reddito minimo garantito è un ammortizzatore sociale destinato a coloro che si trovano drammaticamente fuori dal mercato del lavoro e sono sprovvisti di un qualsiasi reddito necessario al proprio sostentamento. Renzi(e, ndr) conferma in pieno la linea del pd che preferisce l'indigenza e i suicidi piuttosto che erogare un reale aiuto umanitario a nostri connazionali disperati in condizioni di estrema difficolta'. il prossimo mese di maggio riflettete bene sullo spietato cinismo di certi vergognosi rifiuti quando vi troverete all'interno della cabina elettorale." Marco T.

9 aprile 2014

Roma, disabili in piazza: “Renzi trovi risorse per noi dal taglio degli F-35″


“I fondi per i portatori di handicap si devono trovare dal taglio delle spese militari”, sostengono i manifestanti ai quali il presidente del Senato Grasso ha promesso “massima collaborazione”

3 aprile 2014

Ecco perchè il referendum sull'Euro è possibile



L'Italia ha perso la sua sovranità monetaria senza che i cittadini fossero interpellati. Nessuno ci ha spiegato i pro e i contro, i rischi e le opportunità e un eventuale piano B di uscita in caso di fallimento. Hanno espropriato gli italiani della loro moneta trattandoli da sudditi. Per questo motivo è necessario dare loro la parola con un referendum che, come spiegato nell'articolo che segue, è fattibile ed è legittimo. In alto i cuori!
"È con l'istituto tipico della democrazia diretta - il referendum - che i cittadini italiani, il 18 giugno 1989, sono stati chiamati a pronunciarsi sul potenziamento del ruolo dell'Europa, «affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità».

In altri termini, con la Legge Costituzionale 3 aprile 1989, n. 2, è stato formalmente indetto un referendum popolare di indirizzo, non meramente consultivo, attraverso il quale è stata richiesta la legittimazione popolare per il trasferimento di sovranità dallo Stato italiano all'Unione europea (allora Comunità).

Ecco dunque che, nel solco già tracciato, potrebbe tranquillamente essere indetto, con legge costituzionale, un nuovo referendum di indirizzo, per sottoporre ai cittadini italiani il seguente quesito: «Ritenete voi che si debba procedere all'uscita dell'Italia dall'utilizzo dell'EURO?».
La legge costituzionale istitutiva di un referendum di indirizzo ad hoc avrebbe il pregio di neutralizzare i possibili rischi derivanti da un referendum abrogativo ed, in particolare, dalle esplicite esclusioni previste dal vigente articolo 75 Cost.
In ogni caso, oltre all'aspetto formale, un referendum sulla permanenza del nostro Paese nell'area della moneta unica non farebbe altro che concretizzare il principio cardine del nostro regime democratico, solennemente sancito nel primo articolo della Carta Costituzionale repubblicana,secondo cui «La sovranità appartiene al popolo». Al popolo sovrano, dunque, la parola!"