29 maggio 2014

L'Istat critica il 'Reddito di cittadinanza' e...poi ripropone la proposta del M5S

L'Istat critica il "Reddito di cittadinanza" e poi... ripropone il modello presentato a dicembre dal Movimento 5 Stelle!
Come spiegano Nunzia Catalfo e Daniele Pesco, primi firmatari delle proposte del Movimento 5 Stelle "il Reddito di cittadinanza proposto da più di un anno e inserito come emendamento alla legge di stabilità e al Decreto IRPEF dal M5S, bocciato dal Governo , corrisponde a un sussidio monetario per le famiglie povere, commisurato al numero dei componenti delle famiglie e al reddito familiare".
Il sussidio proposto dal Movimento 5 Stelle assicura a una famiglia con due figli 1.630 euro, 1.000 per un genitore con un figlio, e 1.330 per il singolo con due figli. La proposta è legata all'inserimento dell'individuo nella vita lavorativa e sociale e presenta inoltre: il riordino dei servizi per l'impiego, il fascicolo elettronico del cittadino e il salario minimo.
Per vedere quanto i due modelli sono identici guardate la pag. 227 di questo documento e l'allegato 1 della nostra proposta che trovate qui

28 maggio 2014

Il Sole 24 Ore: 80 euro non li percepirà nessuno. Ecco perchè!

(http://www.giampietrozanetti.it/) – Il testo definitivo del decreto Renzi (Dl 66/14, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 95/14 di ieri) conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia, con alcune significative novità. Destinatari del nuovo credito introdotto dal comma 1 bis dell’articolo 13 del Tuir, sono, con riferimento alla tipologia del reddito, tutti coloro che percepiranno nel 2014 redditi di lavoro dipendente e alcune categorie di redditi assimilati al lavoratore dipendente. Ne rimangono esclusi i pensionati.
Nell’ambito dei redditi assimilati, sono esclusi, tra gli altri, i compensi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni e le indennità percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo.
Con riferimento alla entità del reddito (complessivo) posseduto, il credito spetta a coloro che, dopo aver scontato la detrazione di lavoro dipendente hanno comunque un’Irpef residua anche se poi dovesse essere azzerata da altre detrazioni, a condizione tuttavia che non superino i 26mila euro. Rispetto alle indicazioni precedenti restano fuori i possessori di redditi compresi tra 26mila e 28mila euro.
La precisazione più rilevante è contenuta, però, nel secondo comma, dove viene precisato che il credito va rapportato al periodo di lavoro nell’anno. Da questa precisazione si desume che il credito è “figurativamente” di 80 euro al mese. In realtà è pari a 53,33 euro.
Il testo, infatti, non indica un valore mensile, ma un valore annuo e cioè 640 euro, riferito all’intero periodo d’imposta. Questo significa che un lavoratore che lavora da gennaio a dicembre riceverà, con riferimento ciascuno dei dodici mesi in cui ha prodotto reddito di lavoro dipendente 53,33 euro (640 diviso 12). In realtà sui prossimi cedolini paga lo stesso lavoratore troverà effettivamente 80 euro, ma solo perché il riconoscimento inizierà da maggio e perché il sostituto deve riconoscere il credito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, rapportandolo al periodo stesso» e quindi dovrà dividere il credito complessivo per gli otto periodi di paga residui fino a dicembre e riconoscere per ciascuno di essi 1/8 dello stesso. In questo modo si ottengono 80 euro.
Il riconoscimento del credito, essendo un importo netto, dovrebbe prescindere dalla presenza di reddito nello stesso mese. Vale a dire che dovrebbe essere corrisposto a chi ne ha diritto anche se in uno dei mesi, da maggio a dicembre, dovesse essere in aspettativa senza retribuzione.
Ma tenuto conto che il bonus deve essere rapportato al periodo di paga, il sostituto non potrà prescindere da quello che è successo prima e che succederà dopo il mese di maggio, in particolare dovrà tener conto di rapporti iniziati dopo gennaio 2014 e che cesseranno dopo maggio 2014. Se, infatti, un lavoratore è stato assunto ad esempio nel marzo 2014, non ha diritto a 80 euro, ma a 66,66 euro e cioè a dieci dodicesimi di 640 euro (533,33) diviso 8 (da maggio a dicembre ) In pratica, quello che in queste situazioni, i lavoratori troveranno sui cedolini dipenderà anche da come si organizzeranno le società di software. E possibile che continueranno a ricevere 80 euro, ma a dicembre, in sede di conguaglio bisognerà che l’importo complessivo sia pari a 53,33 per i mesi di lavoro e quindi o riceveranno di meno o potrebbero restituire qualcosa.
Il ricalcolo sarà necessario anche in caso di cessazione del rapporto dopo il mese di maggio. Per un lavoratore in forza dal primo gennaio 2014, che ha iniziato a percepire 80 euro da maggio e che cessa il rapporto di lavoro ad ottobre, occorrerà infatti fare in modo che gli venga riconosciuto il credito per tutto il periodo di lavoro e cioè a 533,33 euro (640 :12 x 10). Fino a settembre avrà ricevuto 400 euro (80 x 5 mesi). Ad ottobre, bisognerà riconoscerli, anzichè 80 euro, 133,33 euro.
La problematica dei ricalcoli si può presentare in modo ancora più complicato se si deve tener conto di redditi corrisposti da altri sostituti per i lavoratori assunti durante l’anno e che hanno più rapporti contestuali. Considerata la “mobilità” e il turn over sempre più spinto, questa situazione è molto frequente. Sarà opportuna e necessaria quanto prima una precisazione da parte dell’Agenzia finalizzata alla gestione di queste situazioni. In particolare, in presenza di più committenti o datori di lavoro, il lavoratore rischia, in assenza di precisazioni, o di non percepire quanto spettante o di percepirlo indebitamente.
Il problema non esiste per i collaboratori familiari. I datori di lavoro domestici non sono infatti sostituti di imposta e non possono anticipare il credito. Pertanto i collaboratori familiari i quali ne hanno diritto potranno ottenerlo in sede di dichiarazione che tra l’altro, proprio perché non sono soggetti ad alcuna ritenuta, sono comunque obbligati a presentare anche se hanno solo reddito di lavoro dipendente e non sono “incapienti”. In questa sede indicheranno tutti i redditi percepiti da tutti i sostituti e i diversi “periodi di lavoro”.

17 maggio 2014

Volete scavarvi la fossa?! Votateli ancora!

Ma vi rendete conto di quanto è fantastica la città di San Giovanni Rotondo?!
Dovremmo ringraziare le nostre amministrazioni, centrodestra e centrosinistra indistintamente, davvero lungimiranti!
Sono anni che sentiamo parlare di raccolta differenziata, crisi del turismo, bonifica idrica e fogna bianca, PIP, PUG, ecc.
Ma i signori che avete votato, e che non avevano sulla loro testa l’assurdità del patto di stabilità interno, cosa sono stati capace di fare?
In anni fiorenti potevano programmare una strategia a lungo termine, votata alla sostenibilità, all’innovazione, allo sviluppo rurale e cittadino, sistemando problemi annosi, ma gli irresponsabili di centrosinistra e centrodestra (assieme ai mercenari di poltrone) hanno spolpato la città infischiandosi del futuro e abbuffandosi a causa di interessi personali ed oligarchici, clientelismo, favoritismo e voto di scambio.
Gentaglia che ha amministrato o siede in consiglio comunale che si preoccupa solamente del consenso elettorale senza un minimo di idee virtuose.
In barba al piano regolatore hanno devastato un paese ormai assediato da strutture ricettive che oggi (grazie alla perspicacia di amministratori e “imprenditori-ni”) sono quasi tutte chiuse o semi-chiuse con grossi problemi economici e vincoli.
Grazie al voto di famiglia, di amicizia, di favore, di inconsapevolezza, di ignoranza, avete scelto accozzaglie di partiti e di interessi che spesso sono risultati inconcludenti come per la mastodontica opera di difesa idrogeologica.
Sono stati capaci di inaugurare piscine senza che mai partissero i lavori.

E che ne dite dell’incapacità di far partire la raccolta differenziata, da Mangiacotti a tutte le amministrazioni successive: amministrazioni inadeguate e inermi a stimolare la cittadinanza e a prendere posizioni nei confronti di una ditta appaltatrice fallimentare, assopita e indagata per reati gravi.
Oggi siamo sotto il 15% di raccolta differenziata e ancora in fase sperimentale (nel 2014)!
Aspettiamo, mentre si abbellisce il paese con qualche aiuola, una benedetta fogna (che giustamente si farà dopo aver edificato) per non rimanere intrappolati ogni volta che piove un po’ di più, ma intanto la soluzione tampone è servita a buttare un po’ di soldi pubblici.
A cosa serve qualche fiorellino in più se manca il resto del decoro urbano: manto stradale penoso, sporcizia nonostante le delibere. Manca il controllo della polizia municipale perché non c’è personale, ma non si può assumere. Indovinate perché…
Zona PIP altri immensa pagliacciata che ancora una volta ha dimostrato l’inaffidabilità di politici assetati di soldi e potere, incapaci di pensare oltre la propria “panza”.
Ringraziate anche gli s-venduti che avete eletto in parlamento che ci hanno crocifisso con MES, Fiscal compact, pareggio di bilancio (e di conseguenza il patto di stabilità interno) per cavalcare il sogno europeo anti-democratico, incostituzionale, anti-sovrano, che ha difatti impoverito la stragrande maggioranza degli italiani.
La sciagura è che non possiamo spendere più di quanto tassiamo.
Lo Stato ha delegato i comuni nel rastrellare soldi per i servizi, sempre più scadenti e costosi, a rischio di privatizzazione grazie al neoliberismo suicida del PD, e compagnia, asservito ai poteri sovranazionali.
Abbiamo le mani legate: il PIL è tornato negativo nonostante la nomina regia di Renzi, “il messia della Troika”.
Il governo non regalerà nulla, sposterà solo un po’ di soldi.
Il debito pubblico aumenta (perché diamo i soldi per il “Salva-Stati”) e a giugno ci aspettano nuovi salassi (come la Tasi).
Oggi continuare a tassare è recessivo.


Via la CASTA
SOVRANITÀ!


6 maggio 2014

La richiesta Elezioni del 25 maggio, i Grilli Sangiovannese: "Scegliamo gli scrutatori tra i disoccupati"

Il meetup Grilli San Giovanni Rotondo ha protocollato una richiesta rivolta all’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, chiedendo che nella scelta degli scrutatori per le elezioni europee del 25 Maggio 2014 si tenga conto di un ulteriore requisito, lo stato di disoccupazione.

Una proposta per i cittadini di San Giovannesi - si legge nella nota - che per colpa della crisi vivono oggi in una situazione di difficoltà per l’assenza di lavoro.

Ora tocca al Sindaco Pompilio ed alla sua giunta - conclude il comunicato - recepire una proposta di buon senso che non ha colore politico.

ADESSO BASTA I DIRITTI NON SONO PRIVILEGI


Basta confusione sul concetto di non autosufficienza e sulla ripartizione del fondo ad essa assegnata.

Il diritto di vivere a casa con assistenza domiciliare indiretta (assegno badante, voucher gestiti da disabili e/o famiglie, assegno di cura, vita indipendente, ecc) e la possibilità di evitare l'istituzionalizzazione in Residenza Sanitaria (RSA) non può e non deve essere un privilegio per pochi.

1. Ogni tentativo di forzare, incanalando le coperture economiche su patologie specifiche che necessitano di importanti interventi sanitari, è una negazione del diritto di uguaglianza ed una palese violazione della legge 67/07 contro ogni forma di discriminazione. Diffidiamo le istituzioni dell'accogliere richieste settoriali onde tacitare coloro che rivendicano in maniera più eclatante i loro diritti, perché questo produce discriminazione e creazione di condizioni di privilegio di pochi a discapito di molti con i medesimi bisogni.

2. Le risorse finanziarie del fondo nazionale non autosufficienza inglobato nella Legge di Stabilità del 2014 devono essere ripartite equamente tra tutte le persone non autosufficienti con le stesse modalità senza che vi siano quote riservate a determinate patologie ed a copertura di spese di competenza del SSN. La vita di una persona affetta da tetraparesi vale quanto quella di un malato di SLA ,quella di un disabile cognitivo o/e mentale quanto quella di un bambino affetto da SMA o cieco.

3. Il diritto di vivere a casa propria è un diritto inalienabile: i diritti non appartengono esclusivamente a portatori di patologie specifiche ma riguardano TUTTI i cittadini che a causa di una condizione di disabilità hanno specifici bisogni di inclusione, di vita indipendente, di mobilità, d'istruzione, di accedere al lavoro ed alla vita sociale. Questi bisogni riguardano diritti esigibili ed inalienabili a prescindere, sanciti sia dalla costituzione che dalla carta dei diritti dell'uomo.

ORGANISMI ADERENTI ALLA PROTESTA:

Associazione A.B.C. AVRP Sannio, Associazione per il ripristino del potenziale umano - Amici dei bambini cerebrolesi
Akkuaria
Anterao
Associazione Aspiedavid Abruzzo Onlus
Associazione A.U.C.L.A
Associazione Disabili in Italia - Centro Informazioni
Associazione Universo Autismo
Associazione Tutti a Scuola ONLUS
Carrozzine determinate Abruzzo
CISAL Enti Locali e Servizi Componente CSA Liguria
Comitato 14 settembre
Comitato Dimensione Disabili Pomezia
Comitato Segratese per la vita indipendente
Comitato Valvobbia - I veri valori
Consulta delle Persone con Disabilità del Municipio 9 - Comune di Roma
Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili
Donne per la Sicurezza Onlus
F.D. Famiglie Disabili
Fondazione Villa Point
Genitori dell'I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia
Genitori Tosti in Tutti i Posti ONLUS
Gruppo Volontariato Philadelphia-Ass. Bambini Cerebrolesi La Spezia Onlus
Ideapuglia
Movimento Disabili rinnovamento democratico
Sindacato S.F.I.D.A.
SOSH Solidarietà Organizzativa e Sociale per l'Handicap
Sviluppamente

e i promotori di:
Ricorso Collettivo Nazionale per il riconoscimento del family Caregiver
Ricorso Collettivo Nazionale "stop al nuovo Isee"

2 maggio 2014

Fuori i lobbisti dal Parlamento!

Dopo 60 anni, alla Camera dei Deputati si è avviato il comitato per il registro delle lobbies. Per la politica italiana le lobbies fino al nostro arrivo non esistevano. A dicembre il Deputato M5S Vincenzo Caso registrò il lobbista Luigi Tivelli mentre ci spiegava come fosse riuscito a modificare un emendamento del capogruppo del Pd Speranza. Dopo che sbattemmo il video su YouTube, fu cacciato da Montecitorio. Durante la discussione della legge di stabilità a dicembre la Camera sembrava un mercato, più lobbisti che parlamentari. Tutti a caccia di un piccolo provvedimento che giovasse ai propri imperi economici. Un vero schifo. Nella seduta dell'Ufficio di Presidenza di martedì scorso finalmente è iniziato il percorso per regolamentare gli accessi alla Camera dei Deputati, è stata approvata la richiesta del Movimento 5 Stelle. Creeremo un registro pubblico. I cittadini devono sapere chi entra a Montecitorio, per quale motivo e quale parlamentare incontra. Come è già alla Casa Bianca, gli italiani attraverso un'App devono poter controllare dal proprio cellulare chi sono i politici più "visitati" e chi incontrano. Sono oltre 1.200 le persone che oggi girano a piede libero alla Camera con tesserini validi per tutta la legislatura, senza contare gli ex parlamentari e i consulenti a zero euro dell'amministrazione (come lo era Tivelli). Preoccupazione destano anche gli oltre 70 giornalisti pensionati, accreditati dalla stampa parlamentare. Ombre che vagano indisturbate nelle stanze del parlamento italiano, entrano nelle commissioni, accedono agli uffici legislativi, scrivono leggi. Se la Camera deve diventare una casa di vetro (cit.), i gruppi di pressione devono essere identificati e avere spazi di accesso limitati. Come in tutti i Paesi del mondo." Luigi Di Maio, portavoce M5S alla Camera