30 marzo 2015

ARRIVEDERCI PRESIDENTE

Oggi si è concluso il mandato di José Alberto Mujica Cordano, quello che noi conosciamo come Pepe Mujica, “il più elegante capo di stato del mondo”. Mujica Presidente dell’Uruguay, un piccolo paese sudamericano che confina con Brasile e Argentina. A Pepe io sono affezionato e ho letto molto di lui anche se ne ho scritto poco, pochissimo, questo è forse il primo post in cui ne parlo, perché ho sempre avuto paura di semplificare il suo pensiero, profondo e nobile, riducendolo a un racconto frettoloso impiantato su qualche frase ad effetto.
Oggi però ho trovato uno stralcio di un suo discorso, contenente un orizzonte così ampio, e un profumo di libertà così profondo, che voglio condividerlo con voi. E sono felice di farlo perché non è il saluto di chi se ne va ma il cammino di chi resta:

“A guidare la vita di ciascuno deve essere il principio della sobrietà, concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere. Lo spreco è [invece] funzionale all'accumulazione capitalista [che implica] che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte”.

PS. Un giorno, caro Presidente, ho sentito dire che le belle persone come lei non nascono più. Io non ci credo. Io credo invece che nascano di continuo e che ogni bambino sia come lei. E mi creda, questo è il più bel complimento che mi viene in mente. Arrivederci.

25 marzo 2015

Figli (e cognate) d’arte in listail voto è questione di famiglia



Foggia, Landella nella bufera. E scoppia il caso Di Gioia.


FOGGIA Nel nome del figlio o dei cognati. La competizione per il rinnovo del Consiglio regionale sarà ricordata per i “parenti di” che gli elettori della provincia di Foggia si ritroveranno nelle liste. Dopo la defenestrazione di due assessori di Ncd dalla giunta comunale, il sindaco Franco Landella è stato accusato dai centristi, dal consigliere regionale uscente, Giannicola De Leonardis, dal consigliere Dem, Augusto Marasco e dal Pd, di usare l’amministrazione «per facilitare la corsa alla Regione della cognata Micaela Di Donna». Ma la Di Donna non è un caso isolato, e di parenti uomini, molto più celebri di lei, ce ne sono altri. Ma nessuno sembra esserne accorto. A San Severo, passaggio ereditario dello scranno regionale da parte del consigliere uscente, Cecchino Damone, a suo figlio. Damone padre, politico di lungo corso, è in via Capruzzi dal 2005 quando entrò come fittiano doc nella lista la “Puglia prima di tutto”. Oggi Damone cede il suo posto in lista al figlio, Luigi, che si candida in una delle civiche di Michele Emiliano. Lasciando il Tavoliere e raggiungendo il Gargano, altra candidatura dal sapore familistico è pronta ai nastri di partenza, quella del figlio dell’attuale sindaco di San Marco in Lamis e parlamentare dell’Udc, Angelo Cera. Napoleone Cera dovrebbe iniziare a raccogliere l’eredità paterna. Tornando nel capoluogo, l’attuale consigliere regionale uscente, Giannicola De Leonardis, Ncd, porta con sé nel bagaglio qualche parente illustre. Cinque anni fa, quando per la prima volta si presentò per le Regionali, a De Leonardis molti rinfacciavano di essere il cognato (come la Di Donna) dell’allora presidente della Provincia, Antonio Pepe. In predicato per un posto nella lista del candidato-presidente, Francesco Schittulli, il figlio dell’ex eurodeputato Salvatore Tatarella, Fabrizio. Anche il Movimento Cinque Stelle gioca sul fil di lana, la capolista Rosa Barone è nipote dell’ex presidente, Antonio Pepe.

Nel ciclone il deputato Di Gioia.


Ben altri grattacapi per il deputato eletto nelle liste del Pd, Lello Di Gioia, di nuovo nell’occhio del ciclone per le rivelazioni di Dagospia sull’assunzione della figlia nella società, Poste Vita spa «uno degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale su cui – scrive Dagopsia - deve vigilare la commissione parlamentare guidata da Lello Di Gioia». Il deputato socialista non nega l’assunzione ma sostiene: «La commissione che presiedo non ha alcun controllo sulle Poste nè tantomeno su Posta Vita. Questa società è controllata dall’Ivas e da Covip – spiega – la Commissione controlla Inps, Inail e le casse professionali. Mia figlia è stata assunta per il suo curriculum».

 

di Antonella Caruso 

Tratto da www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it  08:16 25-03-15 NNNN


  

20 marzo 2015

Noi Artisti di Provincia

Grazie.......in ordine di "apparizione"
grazie Gianna,mia amata compagna di viaggio
grazie Cristina,bella e folle sorpresa
grazie Matteo,per tutto
grazie Nicola,la non sorpresa
grazie Massimo,mio fedele e compilce compagno
grazie Stella,per la tua "imponenza"
Grazie....in ordine di non "apparizione"
grazie Loreta,per il tuo coraggio....."ancora"
grazie Giovanna,per la tua compagnia
grazie Matteo, Il Regista
grazie Salvatore,Scenografo
grazie Gaetano,Colonna portante
grazie Pasqualino,momentaneamente assente.....ma presente
grazie Laura,motore inesauribile....al mio fianco da sempre
grazie Silvana,per le tua "storia"
grazie Giuseppe,disponibile...."coraggioso"
grazie Nicola,Vamooossss
grazie Rita,"Maestra"
grazie Pio,il ritorno
grazie Leonardo,"promosso"
grazie a Te,li "dietro"
grazie Sergio,"presente"
Grazie Michelangelo,guerriero
grazie Onofrio e zia Grazia....nostra "casa"......
grazie a Voi ,nostro pubblico che dal 1998...siete qui...in "sala"

Sassano.