22 novembre 2015

Avviamento disabili: risarcimento del danno se il datore non assume

Il datore di lavoro del disabile che si sottrae all’obbligo di assunzione deve risarcire – anche in difetto di prova – il pregiudizio patrimoniale subito per l’intero periodo dal lavoratore. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 19609 del 17 settembre 2014.
Il datore di lavoro del disabile che si sottrae all’obbligo di assunzione deve risarcire – anche in difetto di prova – il pregiudizio patrimoniale subito per l’intero periodo dal lavoratore

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Corte di Appello di Roma, in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione, condannava due soggetti, in solido, al risarcimento del danno in favore di una lavoratrice disabile, commisurato alle retribuzioni maturate dal 29.12.1993 (sulla base della retribuzione mensile di euro 706,92) e sino alla sentenza di secondo grado, oltre accessori di legge, in relazione al pregiudizio sofferto dalla predetta per la mancata assunzione in seguito al provvedimento di avviamento obbligatorio al lavoro di invalidi in virtù di quanto previsto dalla legge n. 482/68.
Contro tale decisione proponevano ricorso i condannati, quali eredi del titolare della ditta datrice di lavoro, in particolare rilevando che, in relazione al risarcimento accordato quale conseguenza della accertata violazione delle norme in materia di assunzioni obbligatorie, il giudice del merito avrebbe dovuto valutare anche l’eventuale concorso del fatto colposo del creditore. In altri termini, la lavoratrice, in seguito alla mancata assunzione al lavoro quale invalido da parte della impresa, avrebbe dovuto richiedere di rimanere in graduatoria, dopo la cancellazione dalla stessa, per potere essere avviata ad altra occupazione presso diversa impresa, dovendo le conseguenze della sua colpevole inerzia rimanere a suo carico e non potendo a questi riconoscersi il risarcimento del danno per i danni che avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dalla società. Sul punto, ricordano gli Ermellini, per quanto di interesse in questa sede, che, con riferimento alla mancata richiesta di inserimento nella graduatoria per l’avviamento al lavoro dei disabili secondo la legge sulle assunzioni obbligatorie, sulla scorta dell’orientamento della giurisprudenza della stessa Corte, il datore, inadempiente all’obbligo di assunzione del lavoratore avviato ai sensi della legge menzionata, è tenuto a risarcire l’intero pregiudizio patrimoniale che il lavoratore abbia conseguenzialmente subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l’inadempienza del datore medesimo, pregiudizio da determinare in concreto, senza bisogno di una specifica prova del lavoratore, sulla base del complesso delle utilità (salari e stipendi) che il lavoratore avrebbe potuto conseguire, ove fosse stato tempestivamente assunto, spettando al datore provare l’aliunde perceptum, oppure la negligenza del lavoratore nel cercare altra proficua occupazione.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 19609/2014

Fonte Qui: www.lavorofisco.it

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta basta non scrive minacce e cose ecc...